Attualità Molise

Sea Trace approda in Senato: blockchain e tracciabilità per rendere operativa la legge SalvaMare

Presentato in Senato il progetto Sea Trace, piattaforma basata su blockchain che traccia i rifiuti accidentalmente pescati

ROMA – La tecnologia blockchain potrebbe diventare uno degli strumenti chiave per dare piena attuazione alla legge SalvaMare. È quanto emerso durante la presentazione del progetto Sea Trace, ospitata il 4 novembre nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, del mondo della pesca e delle imprese.

L’iniziativa, promossa dal senatore Costanzo Della Porta, ha acceso i riflettori su una piattaforma digitale capace di tracciare e certificare l’intera filiera dei Rifiuti Accidentalmente Pescati (RAP), dalla raccolta in mare fino al trattamento finale a terra.

Durante l’incontro Michele Marone, consigliere giuridico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha evidenziato l’impegno congiunto di MIT e MASE nel valutare modifiche alla normativa per superare le criticità economiche e operative legate alla gestione dei rifiuti recuperati dai pescatori, indicando Sea Trace come una soluzione tecnologica già sperimentata con risultati positivi.

Il progetto è stato sviluppato da Innovation Sea, realtà con sede operativa nel porto di Termoli, insieme a The Nest Company, proprietaria della piattaforma tecnologica, e con il contributo di Guidotti Ships Spa. Attraverso un’applicazione dedicata, ogni conferimento viene registrato indicando quantità, tipologia di materiale e posizione geografica del recupero. I dati vengono successivamente certificati su blockchain, creando un archivio immutabile consultabile da autorità portuali, gestori dei rifiuti e soggetti impegnati nella rendicontazione ambientale.

Secondo Pietro Cucumile, direttore generale Economia Circolare e Bonifiche del MASE, strumenti di questo tipo possono rappresentare un supporto concreto per l’attuazione e la misurazione delle politiche ambientali, garantendo dati affidabili e certificati.

La sperimentazione è già in corso nel porto di Termoli dove, dal dicembre 2025, sono stati tracciati oltre 4.500 chilogrammi di rifiuti raccolti in mare. Un’esperienza che potrebbe presto essere estesa ad altri territori. Anche la Regione Puglia, attraverso un videomessaggio dell’assessore Francesco Paolicelli, ha manifestato interesse per il progetto, sottolineando il ruolo dei pescatori come protagonisti della tutela ambientale.

Per Francesco Mastro, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Sea Trace rappresenta un modello innovativo capace di trasformare i rifiuti raccolti nelle reti da semplice problema gestionale a elemento di un processo strutturato di economia circolare e salvaguardia degli ecosistemi marini.

L’obiettivo finale è ambizioso: creare il primo registro nazionale dei rifiuti del Mare Mediterraneo di competenza italiana e fornire alle istituzioni uno strumento concreto per pianificare interventi di bonifica sempre più efficaci. Un progetto che, secondo i promotori, potrebbe contribuire a rendere la legge SalvaMare più misurabile, trasparente e pienamente operativa su scala nazionale.

Redazione Molisenews24
Condividi
Pubblicato da
Redazione Molisenews24

L'Opinionista © since 2008 - Molise News 24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
Direttore responsabile: Alessandro Gulizia - Editore: L'Opinionista
reg. tribunale Pescara n.08/2008 - iscrizione al ROC n°17982 - P.iva 01873660680
Contatti - Privacy - Cookie
SOCIAL: Facebook - X