Termoli, nuovo percorso di Biologia a curvatura biomedica all’Alfano

niro de vincenzo vaudo

TERMOLI – Ieri mattina, mercoledì 25 settembre, all’Istituto Alfano di Termoli è partito ufficialmente il nuovo percorso di Biologia con curvatura biomedica con la firma della convenzione tra la scuola e l’O.M.C.e.O (Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri) di Campobasso, presenti la prof.ssa Rossana Vaudo, docente referente, la Dirigente, dott.ssa Concetta Rita Niro, e la dott.ssa Carolina De Vincenzo, presidente dell’Ordine:«Per l’Ordine dei Medici ed Odontoiatri la collaborazione al nuovo percorso di Biologia attivato presso l’Istituto Alfano di Termoli è di rilevanza strategica.

Si tratta di un’iniziativa tesa ad intercettare il bisogno di formazione e di orientamento dei nostri giovani che intendono intraprendere le professioni sanitarie e a promuovere una cultura del lavoro in ambito medico improntata ai concetti cardine di ricerca, cura e assistenza». La dirigente dell’Istituto Alfano, dott.ssa Concetta Rita Niro, dicendosi onorata della scelta del MIUR e della collaborazione di autorevoli professionisti, ha ringraziato, per il tramite della dott.ssa De Vincenzo, l’Ordine dei Medici ed Odontoiatri per l’attenzione e la disponibilità a sovvenire ai bisogni formativi dei giovani molisani, elemento indispensabile all’attivazione del nuovo percorso.

Ma in cosa consisterà, nei dettagli, e a chi è rivolto il nuovo percorso? L’Istituto inserirà nel suo piano di studio il percorso di potenziamento e di orientamento “Biologia a curvatura biomedica”, da svilupparsi in orario aggiuntivo e che contribuirà alla media dei voti e all’acquisizione dei crediti formativi. Gli studenti delle classi terze che manifesteranno interesse verranno inseriti nel percorso, che sarà triennale, per 150 ore totali. Il monte di 50 ore annue sarà suddiviso in 40 ore di lezioni frontali (per metà tenute dai docenti di scienze e metà da professionisti individuati dagli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri) e in 10 ore “sul campo”, presso strutture sanitarie, ospedali e laboratori di analisi.

I risultati preliminari del percorso, sperimentato per la prima annualità dal Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Reggio Calabria, scuola capofila del progetto, sono stati davvero incoraggianti: si riduce il numero di chi decide di fare il test di Medicina, ma aumenta invece il numero di coloro che lo superano.