
A Termoli nasce “100% Lana Italica”, il progetto che unisce sartorie sociali, tradizione, sostenibilità e inclusione per rilanciare la filiera della lana italiana
TERMOLI – La moda italiana torna alle sue radici e lo fa partendo dal Molise. Il 7 febbraio 2025, all’Istituto Boccardi Tiberio di Termoli, si terrà un incontro dedicato al progetto “100% Lana Italica”, un modello che unisce sostenibilità, cultura e inclusione sociale. L’evento vedrà la partecipazione di Slow Fiber con Dario Casalini, dell’Università “D’Annunzio” con la professoressa Rosanna Gaddi, delle sartorie sociali coinvolte nel progetto e di numerose istituzioni regionali e nazionali, tra cui il presidente della Regione Molise Francesco Roberti, amministratori locali, rappresentanti del Parco del Matese e del Parco Nazionale del Gargano, esperti di pastorizia e realtà associative.
Il progetto affonda le sue radici nella nascita, avvenuta a Termoli il 25 gennaio 2025, della prima rete nazionale delle Sartorie Sociali: un’alleanza di laboratori etici che punta a trasformare la moda in un motore di cambiamento culturale e sociale. A questa iniziativa si collega il manifesto “Slow Fashion Italy”, presentato alla Camera dei Deputati e sostenuto trasversalmente da centinaia di parlamentari. Un documento che propone una nuova visione della moda, fondata su tracciabilità, dignità del lavoro e valore culturale dei territori.
“100% Lana Italica” nasce per recuperare e valorizzare la lana italiana, oggi considerata un rifiuto speciale: oltre 8.700 tonnellate finiscono ogni anno in discarica o bruciate, nonostante potrebbero generare milioni di metri quadri di tessuto sostenibile. Il progetto richiama la tradizione della Transumanza, patrimonio UNESCO, e la storia del Sannio, trasformando un sapere antico in una filiera moderna e inclusiva. Il cuore operativo sarà un laboratorio didattico e manifatturiero con un centro per il lavaggio sostenibile della lana, dove le sartorie sociali produrranno capi artigianali colorati con tinture naturali e accompagnati da una “tracciabilità narrativa” che racconta persone, luoghi e storie.
“100% Lana Italica” non è solo un progetto tessile: è un atto culturale che parla di economia civile, Agenda 2030 e dignità del lavoro. Un percorso che restituisce valore ai territori marginali e forma nuove generazioni di artigiani, ricordando che la bellezza nasce quando il lavoro produce utilità sociale, rispetto ambientale e futuro condiviso.









