Santa Croce di Magliano celebra la Primavera e il suo rito più antico

altri confini 2026

A Santa Croce di Magliano tornano l’Ultimo Sabato di Aprile e le Giornate della Primavera Santacrocese: tradizione, natura e cultura dal 22 al 26 aprile

SANTA CROCE DI MAGLIANO – Santa Croce di Magliano si prepara a vivere uno dei momenti più identitari del suo calendario civile e religioso: l’Ultimo Sabato di Aprile, una festa che da sempre intreccia devozione popolare, natura e memoria collettiva. Un rito che unisce la celebrazione della Madonna dell’Incoronata alla benedizione degli animali, in un sincretismo che racconta l’antico legame tra l’uomo, la terra e il ciclo delle stagioni.

La ricorrenza, legata all’apparizione della Madonna a Foggia nel 1001, a Santa Croce assume da decenni i colori di una vera festa della primavera, un momento in cui il paese si riappropria dei suoi simboli più profondi: la campagna che rifiorisce, gli animali che tornano protagonisti, la comunità che si ritrova nelle strade.

Una tradizione custodita dalla memoria poetica

L’atmosfera vivace e luminosa di questa giornata è stata resa immortale dalla penna di Raffaele Capriglione, che nella sua poesia dialettale ha consegnato alle generazioni future il senso più autentico di una festa popolare tra le più riconoscibili del Basso Molise. Un patrimonio culturale che continua a vivere grazie alla partecipazione della comunità e alla capacità di rinnovarsi senza perdere le proprie radici.

“Altri Confini”: la Primavera Santacrocese si apre alla cultura

Accanto al rito processionale e alla tradizionale benedizione degli animali, quest’anno la festa si arricchisce di un nuovo respiro culturale grazie all’associazione AltriSpazi, promotrice del programma “Altri Confini – Giornate della Primavera Santacrocese”, realizzato con il patrocinio del Comune.

Dal 22 al 26 aprile, il paese ospiterà una serie di appuntamenti che spaziano tra incontri, narrazioni, momenti di approfondimento e iniziative pensate per valorizzare il territorio e la sua identità. Un percorso che accompagna e amplifica il senso della festa, trasformandola in un’occasione di confronto, partecipazione e crescita collettiva.

Una comunità che si riconosce nella sua festa

L’obiettivo è chiaro: affiancare alla tradizione un orizzonte culturale più ampio, capace di dialogare con la storia del paese e con la sensibilità contemporanea. Un modo per rendere ancora più viva una ricorrenza che ogni anno coinvolge, emoziona e unisce l’intera comunità santacrocese, attirando visitatori anche da fuori regione.

L’Ultimo Sabato di Aprile non è solo un rito: è un confine che si apre, un passaggio simbolico tra inverno e primavera, tra memoria e futuro. E quest’anno, grazie a “Altri Confini”, diventa anche un invito a guardare oltre, senza smarrire ciò che rende unica questa festa.