
Federmanager Abruzzo e Molise introduce la piattaforma AI “Manager Hub” per valutare e aggiornare le competenze dei manager, migliorando occupabilità e competitività delle imprese locali
CAMPOBASSO – L’innovazione entra nel cuore delle politiche per la managerialità in Abruzzo e Molise. Federmanager avvia infatti un percorso che integra in modo strutturale l’intelligenza artificiale nei servizi dedicati ai manager associati, con l’obiettivo di rendere le competenze più aderenti alle reali esigenze del mercato del lavoro.
Al centro della strategia c’è Manager Hub, la piattaforma avanzata basata su AI messa a disposizione da Federmanager nazionale e già operativa nelle sedi territoriali di Abruzzo e Molise. «Siamo stati tra i primi ad adottarla – spiega la presidente Franca Camplone – perché rappresenta uno strumento eccezionale: interpreta i profili professionali come farebbe un HR Manager esperto, individua punti di forza, gap da colmare, traiettorie di sviluppo e ruoli compatibili con le competenze del manager. È un salto di qualità che supera logiche statiche e rende le competenze misurabili, comparabili e immediatamente spendibili».
Per il Molise, dove molte PMI affrontano passaggi generazionali complessi e una crescente difficoltà nel reperire figure manageriali, l’iniziativa assume un valore strategico. «I manager sono un patrimonio per i nostri territori – sottolinea Camplone – e con questo sistema ne certifichiamo l’attualità e la completezza delle competenze. Attraverso Smart Manager, società Federmanager specializzata in temporary management ed executive search, metteremo questi profili a disposizione delle imprese locali, in sinergia con le associazioni datoriali».
L’obiettivo è duplice: supportare i manager in tutte le fasi della carriera – dall’ingresso nel mondo del lavoro alla ricollocazione – e rafforzare la competitività delle imprese molisane, spesso penalizzate da una carenza strutturale di managerialità.
«È una politica attiva che oggi serve più che mai ad Abruzzo e Molise – conclude Camplone – perché collega competenze aggiornate e fabbisogni reali delle aziende, contribuendo allo sviluppo di un ecosistema produttivo più moderno e resiliente».









