A Isernia prende il via “100% Lana Italica”: il laboratorio che trasforma la lana in risorsa sostenibile e identitaria

lana italica iserniaISERNIA – La lana torna protagonista come risorsa, cultura e opportunità di sviluppo. Sabato 18 aprile, alle 16:30, presso la Sala Gialla della Provincia di Isernia, prende il via il laboratorio “100% Lana Italica – riannodare i fili di una storia”, un incontro che segna l’avvio operativo di un progetto ambizioso: trasformare un problema ambientale in una filiera sostenibile capace di generare economia, identità e coesione sociale.

Il progetto, presentato lo scorso 7 febbraio a Termoli, nasce da un dato allarmante: ogni anno in Italia circa 8.700 tonnellate di lana proveniente dalla tosatura finiscono tra rifiuti, dispersione o combustione, con gravi impatti sull’ambiente. Eppure, secondo l’ISPRA, da questa materia oggi scartata si potrebbero ottenere fino a 15 milioni di metri quadrati di tessuto, aprendo la strada a un modello innovativo di economia circolare.

Una filiera che unisce ambiente, cultura e sviluppo

“100% Lana Italica” si fonda su un duplice obiettivo: offrire agli allevatori una soluzione concreta per lo smaltimento della lana e rilanciare il suo utilizzo in settori come moda, accessori e design. Non solo sostenibilità, ma anche recupero culturale: la lana richiama la transumanza, patrimonio UNESCO, e la storia del Sannio e della Lega Italica, che già nel 91 a.C. coniò monete con il nome “Italia”.

Il percorso progettuale si articola in tre aree:

  • Centro di lavaggio della lana a Macchia d’Isernia, cuore della futura microfiliera tessile.
  • Laboratorio creativo e manifatturiero, dedicato alla produzione di linee sostenibili con materiali naturali e colorazioni non invasive.
  • Spazio di narrazione e sensibilizzazione, in linea con le politiche europee contro il fast fashion, per promuovere un modello etico e durevole.

Un ruolo centrale è affidato alle Sartorie Sociali, realtà capaci di coniugare produzione, inclusione e recupero di competenze locali, generando occupazione e coesione sociale.

L’incontro del 18 aprile: dal “cosa fare” al “come farlo”

L’appuntamento di Isernia rappresenta il passaggio alla fase operativa del progetto. L’obiettivo è costruire reti di competenze, coinvolgere partner e sartorie e definire modalità e tempi di attivazione del centro di lavaggio e del laboratorio creativo.

La scelta della Sala Gialla non è casuale: è il luogo simbolo di numerosi incontri dedicati a microcredito e sviluppo locale, e torna ora a ospitare un progetto che guarda al futuro del territorio.

Una giornata ricca di interventi e contributi

Alla presenza del sindaco di Isernia Piero Castrataro e del presidente della Provincia Daniele Saia, interverranno rappresentanti istituzionali, del mondo cooperativo, della ricerca, del settore moda e della pastorizia. Tra i partecipanti: Gianluca Cefaratti, Stefania Passarelli, Roberto Di Baggio, Roberto Di Pardo, i rappresentanti del Parco del Matese Andrea Boggia e Mimmo Izzi, Riccardo Terriaca (Confcooperative Molise), Rossana Gaddi (Osservatorio Nazionale FILA), Dario Casalini (Slow Fiber), Gianfranco Paolucci (Anci Molise), Valeria Ferra, Barbara Annunziata, Maria Pia Riccardi, Viola e Nunzio Marcelli, Claudio Papa, Romolo D’Orazio, Giorgio Gagliardi, Vincenzo Cimino, Sebastiano Delfine, Peppe Notartomaso, Angelo Ricci, Mimmo Maio. Coordina i lavori Maurizio Varriano, presidente della rete delle Sartorie Sociali.

Sono invitati parlamentari, sindaci, operatori, rappresentanti sindacali, Slow Food, Parco del Gargano, esperti e transumanti.

Un progetto che guarda avanti

“100% Lana Italica” affonda le radici nel progetto “Laboratorio moda Molise” avviato nel 2015 e nella prima rete nazionale delle Sartorie Sociali, che nel 2025 ha presentato alla Camera dei Deputati il manifesto Slow Fashion Italy, sottoscritto da oltre 150 parlamentari.

In un contesto segnato dalla crisi del manifatturiero e dalla scomparsa di migliaia di imprese, il progetto rappresenta un segnale di rinascita: un invito a riannodare i fili tra tradizione e innovazione, tra memoria e futuro, dimostrando che sostenibilità, identità e comunità possono ancora tessere nuove trame di sviluppo.

La partecipazione all’incontro è libera.