
L’EIP Molise saluta Enrico Tantucci, firma storica della Nuova Venezia e del Giornale dell’Arte, esempio di giornalismo civile e culturale
CAMPOBASSO – Con profondo dolore e grande rispetto, la Sezione Molise dell’Associazione “Scuola Strumento di Pace” esprime le più sincere e sentite condoglianze alla Presidente Nazionale, prof.ssa Anna Paola Tantucci, e alla sua famiglia per la prematura scomparsa del suo amatissimo fratello, Enrico Tantucci.
Enrico si è spento il 18 ottobre 2025 all’età di 70 anni, dopo una lunga malattia, lasciando un segno indelebile nel giornalismo italiano.
Nato a Roma e trasferitosi poi nella realtà veneziana, è stato una delle firme più colte e rispettate del Nord-Est: cronista sin dalla fondazione del quotidiano La Nuova Venezia, ha collaborato con il Gruppo Repubblica-Espresso e con la rivista Il Giornale dell’Arte.
La sua passione per la cultura, l’arte e la città di Venezia lo ha reso un punto di riferimento nel racconto critico e attento delle trasformazioni artistiche e urbane: dalle Biennali all’Architettura, dal Teatro La Fenice alle mostre dei Musei Civici.
Per la nostra sezione EIP Molise, che da sempre considera la scuola e la cultura come strumenti fondamentali di dialogo, pace e crescita sociale, la perdita di Enrico rappresenta la scomparsa di un “compagno di strada” ideale: un giornalista che ha messo la penna al servizio della conoscenza, della bellezza, della responsabilità civile. Le sue parole – mai banali, sempre arricchite da rigore e umanità – incarnano quei valori che la nostra Associazione promuove dentro e fuori le aule scolastiche.
In questo momento di grande dolore, vogliamo porgere alla prof.ssa Anna Paola Tantucci non solo un messaggio di vicinanza personale, ma anche la consapevolezza che tutta la comunità dell’EIP Molise le è accanto. Ci uniamo al dolore della famiglia, della redazione e di tutti i colleghi che con Enrico hanno condiviso impegno, passione e ricerca.
Non possiamo dimenticare che Enrico lascia un vuoto – un silenzio che pesa – ma al tempo stesso lascia un’eredità: quella di un giornalismo capace di guardare oltre l’immediato, di valorizzare l’arte, di interrogarsi sulle città e sul futuro. Le sue riflessioni – sintetizzate in articoli, libri, interventi – continueranno a essere fonte di ispirazione per chi ama la cultura e crede nella scuola come agente di trasformazione.









