Alexander Capraro, l’architetto molisano che conquistò Chicago

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Era nato a Pietrabbondante il 7 gennaio del 1895

alexander capraroPIETRABBONDANTE (IS) – Alexander (Alessandro Vincenzo) Capraro nacque a Pietrabbondante (oggi provincia di Isernia) il 7 gennaio del 1895 da Vincenzo e Maria Vitullo. La registrazione della sua nascita fu regolarizzata dinanzi al Sindaco di allora Ruggiero Di Salvo. Giunse in America nel 1905 viaggiando, con i suoi genitori, sulla nave “ Sicilian Prince”. La famiglia Capraro si stabilì a Chicago. Sin da piccolo mostrò una intelligenza vivace e una straordinaria capacità di applicarsi negli studi. Era anche molto assennato e con una notevole autodisciplina. Perse la madre quando era ancora un ragazzo.

Il padre fece ogni tipo di sacrificio pur di consentirgli di realizzarsi. Alexander (ora così era chiamato) frequentò la scuola pubblica “Joseph MedilElementary School” e successivamente la “Armour Illinois Institute of Technology” e il locale Istituto d’Arte. In seguito frequentò il Technical College e conseguì la laurea presso la “University of Illinois”.

Lo stesso anno gli fu consentito di iniziare il praticantato di Architetto.Nel 1919 sposò Maude Pacelli che gli darà tre figli Vincent Jt., William (“Bill”) e Marian. Ma già da subito il più importante studio di Chicago (Morris&Komar) gli propose la collaborazione . Sarà il primo architetto italo-americano ad ottenere la licenza per operare nello stato dell’Illinois. Divenne da subito oltre che un apprezzato professionista anche un uomo introdotto negli ambienti più importanti di Chicago . Fu membro della “The American Institute of Architects”. Tra le realizzazioni più importanti ed ancora oggi oggetto di attenzione e studio vanno ricordate:Casa Bonita a Chicago (1928) e la Century of Progress Internacional Exposition, Italia Palinnon (1932-33). Per quest’ultima, dato anche il suo stile rispondente alle volontà dell’allora Governo Italiano, ottenne i complimenti di Mussolini.

la-mainnavy-and-munitions-building-da-lui-progettataDi certo però il lavoro in assoluto più rilevante fu il progetto per la realizzazione della “MainNavy and Munitions Building” commissionato dalla Marina Americana. Questa costruzione rappresentò nei fatti il predecessore di quello che, anni dopo, sarebbe stato il “Pentagono”. Lavorò tanto anche per i privati. Avere una villa o una costruzione con la sua “firma” era motivo di vanto. Ed un giorno gli arrivò una telefonata che forse non avrebbe voluto ricevere. Dall’altra parte del filo c’era il boss mafioso Al Capone che gli commissionò la realizzazione di una villa: “ la voglio meravigliosa.

La debbo regalare a chi veglia sulla mia vita ”. La villa fu realizzata ed andò in dono a Philip D’Andrea feroce e spietato guardaspalle di Capone. Nel 1938 volle visitare il suo paese d’origine al quale rimase sempre legato. Nel viaggio di ritorno, navigò in Prima Classe sulla “Conte di Savoia”, chiese al Comandante di poter visitare la “terza classe” dicendo: “sono arrivato bambino viaggiando in “terza classe” e non ho dimenticato quanto fosse stata scomoda quel la traversata”. Poi volle offrire a tutti quei suoi compaesani, meno fortunati, una ricca colazione. Tornato a Chicago continuò ad esercitare con successo la sua professione. Alexander Capraro morì il 18 ottobre del 1956. Ai suoi funerali intervennero le massime autorità e tutte le rappresentanze italo-americane. L’orazione funebre fu tenuta da Richard J.Daley il Sindaco di Chicago.

Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”