Il responsabile regionale, Giovanni Muccio, esprime solidarietà alle giovani coinvolte e alle loro famiglie, auspicando che i responsabili vengano identificati rapidamente e assicurati alla giustizia. Ma il Dipartimento sottolinea come questo episodio non possa essere considerato un caso isolato: negli ultimi mesi, infatti, Campobasso è stata teatro di risse, aggressioni, episodi di microcriminalità e numerosi interventi delle forze dell’ordine, spesso riconducibili a cittadini extracomunitari.
Secondo la Lega Molise, il clima di insicurezza percepito dai residenti è ormai evidente, soprattutto nelle aree centrali e in alcune zone considerate più sensibili. L’episodio di presunta violenza sessuale avrebbe segnato un punto di non ritorno: “Le nostre figlie devono poter uscire senza paura. La sicurezza è un diritto, non un privilegio”, afferma il Dipartimento, invocando controlli straordinari, presenza costante delle forze dell’ordine e tolleranza zero verso ogni forma di criminalità.
Il comunicato richiama anche il recente caso di Ceuta, dove il governo spagnolo guidato dal socialista Pedro Sánchez ha adottato misure di fermezza per fronteggiare l’ingresso di migliaia di migranti. Per la Lega Molise, questo dimostrerebbe l’esistenza di un “doppio standard” nel dibattito italiano, dove chi chiede più controlli viene spesso accusato di alimentare paura o intolleranza.
Il Dipartimento ribadisce la propria posizione: chi arriva in Italia deve rispettare leggi e regole della convivenza civile; chi delinque deve affrontare il massimo rigore giudiziario e, nei casi previsti, l’espulsione dal territorio nazionale.
La Lega Molise punta inoltre il dito contro l’assenza del Sindaco di Campobasso, Marialuisa Forte, alla cerimonia di giuramento degli allievi della Polizia di Stato, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del Capo della Polizia Vittorio Pisani. Un appuntamento che, secondo il Dipartimento, avrebbe rappresentato un momento ideale per esporre direttamente al Ministro le criticità in materia di sicurezza che la città sta vivendo.
“La presenza delle massime autorità nazionali impone un dovere istituzionale: rappresentare le esigenze dei cittadini. Dopo gli ultimi episodi, era il momento di chiedere più uomini, più controlli e maggiori risorse”, si legge nella nota.
Il Dipartimento Sicurezza e Immigrazione della Lega Molise conclude con un appello alle istituzioni: Campobasso deve tornare a essere una città sicura, dove famiglie e giovani possano vivere serenamente ogni quartiere. La tutela delle vittime, il contrasto alla criminalità e il rispetto della legalità – sottolinea la Lega – non hanno colore politico. “Il tempo delle parole è finito: servono decisioni coraggiose e immediate”.
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