Campobasso, consumo del suolo: presentato Soil Monitor

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presentato a Campobasso lo strumento “Soil Monitor”
presentato a Campobasso lo strumento “Soil Monitor”

É uno strumento che in tempo reale da risposte sulle variazioni dell’uso del suolo

CAMPOBASSO – Il dato è allarmante: una parte del territorio molisano rientra in una delle zone a maggior rischio di desertificazione di tutta l’Europa. Controllare dunque l’utilizzo e il consumo del suolo diventa una priorità delle amministrazioni che devono servirsi di strumenti efficaci ed innovativi per raggiungere l’ambizioso obiettivo.

Presentato ieri, in anteprima nazionale nella sala consiliare del Comune di Campobasso, lo strumento Soil Monitor, un’applicazione web che in tempo reale fornisce risposte sulla valutazione del cambio di uso del suolo con riferimento ad anni diversi; chiarisce la dinamica del consumo del suolo ed i relativi indici di frammentazione del territorio rurale; e dà una prima quantificazione delle funzioni ambientali perse.

Si tratta di una piattaforma intelligente che elabora dati e dialoga con le banche dati prodotte dalle varie istituzioni. Uno strumento interattivo aggiornabile che si ‘confronta’ con l’utente che può, anche attraverso un semplice cellulare collegato ad Internet, individuare una zona di riferimento e chiedere determinate risposte.

All’incontro-dibattito su ‘Soil Monitor’, che verrà ufficialmente presentato martedì 28 a Palazzo Madama, oltre al sindaco Antonio Battista che ha fatto gli onori di casa hanno partecipato il senatore Roberto Ruta che ha presentato un disegno di legge ad hoc “che nonostante le otto segnalazioni scritte non è stato ancora calendarizzato perché c’è sempre una reazione di terrore di fronte ad un simile argomento”, il rettore dell’Università degli Studi del Molise Palmieri, il docente Unimol Colombo che ha relazionato sulle potenzialità e sul degrado del territorio molisano e infine in professor Terribile dell’Università Napoli Federico II & CNR – Centro di Ricerca CRISP che è sceso nel dettaglio dell’utilizzo della piattaforma che potrebbe rappresentare una svolta in fatto di utilizzo e soprattutto corretta conservazione del suolo.

“Suolo che ricordiamo – ha detto il professor Colombo – ha una funzione sociale ed ambientale, ma che ha delle risorse limitate e che purtroppo non è in grado di rigenerarsi in tempi brevi. Occorre dunque limitare la competizione che si va a creare sui suoli auspicando un utilizzo sostenibile dei territori. La Comunità Europea – ha aggiunto il professore – grazie ad una serie di regolamenti, direttive e norme ha cercato di salvaguardare il nostro territorio. Già nel 2006 però l’Ue ci ha detto che molti suoli si stanno distruggendo per una serie di motivi e che bisogna correre ai ripari, motivi che vanno dall’erosione alla diminuzione di sostanze organiche, dalle frane alle alluvioni, fenomeni a cui il Molise non è purtroppo estraneo”. “Ecco dunque l’importanza di avere delle norme precise come il disegno di legge presentato dal senatore Ruta e strumenti adatti – le parole del professor Terribile – come Soil Monitor che fornisce in tempio reale risposte su una determinata area. Risposte che permettono una pianificazione e una gestione sostenibile del nostro territorio. Una piattaforma veloce e moderna, continuamente aggiornabile che ci dà la possibilità di tutelare il nostro territori, di preservarlo da temibili scempi e di aumentare anche le sue potenzialità”.

Soil Monitor è uno strumento innovativo per valutare il consumo di suolo su scala nazionale e supportare l’implementazione non solo del ddl Legge quadro per la protezione e la gestione sostenibile del suolo (AS 1181) ma anche del ddl Contenimento del consumo del suolo (AS 2383), della Legge sugli ecoreati (L. 22 maggio 2015, n. 68) e del c.d. Collegato ambientale (L. 28 dicembre, n. 221). La piattaforma è stata sviluppata con i dati ISPRA, il know-how di Geosolutions, la complicità dell’INU e tre anni di ricerca del Centro CRISP (Università di Napoli Federico II & CNR) e intende dimostrare che un nuovo approccio alla pianificazione e alla gestione dei nostri territori è possibile.