Cinghiali, approvato il piano per il controllo sul territorio in Molise

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L’iniziativa, approvata dalla Giunta regionale, ha ottenuto il parere favorevole dell’Ispra ed asseconda le richieste provenienti dal territorio. Il contenimento avverrà in sicurezza e seguendo precise regole

cinghiali brancoCAMPOBASSO – La Giunta regionale ha approvato un ulteriore piano “Per il controllo delle popolazioni del cinghiale sul territorio della regione Molise”. Tale piano consentirà di fatto a proprietari terrieri e conduttori di poter utilizzare le azioni di controllo e contenimento sui propri poderi, durante il periodo di chiusura dell’attività venatoria.

Il controllo potrà essere esercitato dai soggetti sopraindicati solo dopo aver seguito uno specifico corso formativo abilitante, riconosciuto dall’Ispra, che sarà organizzato dagli AA TT CC e da quelle organizzazioni ufficialmente riconosciute dalla Legge 157/92.

“Ciò non darà certo il via libera – spiega Nicola Cavaliere – all’abbattimento sconsiderato di ungulati sul nostro territorio, perché a monte c’è un Disciplinare che garantisce il rispetto delle regole e di un programma ben definito. Senza dimenticare – aggiunge – che il piano in questione è stato approvato dall’Ispra”.

“Con tale iniziativa, da tempo caldeggiata anche da Coldiretti, la regione compie il massimo sforzo. Considerato che la legge non ci offre altri margini di intervento, essendo la materia venatoria di competenza esclusiva dello Stato”.

“Come per la caccia di selezione, – prosegue l’assessore regionale – anche questo piano non potrà di sicuro risolvere in maniera definitiva il problema dei cinghiali, che ricordo coinvolge tutta Europa e non solo il Molise. Per questo continuerò a richiedere, a livello nazionale, le giuste e dovute modifiche alla 157/92″.

“L’avvio operativo – spiega Cavaliere – delle attività previste dal piano sono state fissate al 1 aprile 2021, fatta salva la possibilità, purtroppo non affatto remota, di differimenti causati dalla pandemia da Covid19. E proprio la grave emergenza sanitaria – conclude – ora rappresenta di sicuro una priorità assoluta, dove concentrare tutte le attenzioni e gli sforzi. Ma era giusto comunque compiere questo passo concreto a favore del settore agricolo, con la speranza di poter tornare alla ‘normalità’ in un futuro non troppo lontano”.