L’incontro ha consentito ai partecipanti di apprendere le tecniche per rendere più chiari gli adempimenti burocratici cui sono tenuti tutti gli imprenditori agricoli e zootecnici, alla luce delle recenti mobilitazioni a Bruxelles e Strasburgo che hanno consentito di ottenere risultati di assoluta rilevanza, a cominciare dal recupero dei 90 miliardi, maldestramente tolti alla PAC, che per gli agricoltori italiani significa poter far affidamento su ben 10 miliardi di risorse destinate ai premi comunitari 2028-2034.
Per sostenere l’agricoltura italiana Coldiretti ritiene fondamentale difendere il reddito degli agricoltori, oltremodo provati dalla persistente crisi economica in atto. A tal proposito l’Organizzazione, scesa in uno stato di mobilitazione permanente, ha intrapreso una forte azione sindacale mirante all’abolizione, o alla profonda riforma, del Codice Doganale, la normativa europea grazie alla quale un prodotto proveniente da Paesi extra UE può ottenere la dicitura di ‘Made in Italy’ semplicemente se l’ultima trasformazione o lavorazione sostanziale sia avvenuta nel nostro Paese.
“Una regolamentazione – spiega il direttore regionale di Coldiretti Aniello Ascolese – che causa un danno enorme a produttori e consumatori dal momento che tali alimenti, non rispettano il principio di reciprocità in tema di sicurezza alimentare, benessere animale e rispetto delle normative che disciplinano i rapporti di lavoro in agricoltura, in vigore in Italia e nell’Unione Europea”.
“Per bloccare quello che definiamo ‘l’inganno dell’ultima trasformazione’ – annuncia il presidente regionale di Coldiretti, Claudio Papa – Coldiretti ha chiesto il supporto anche di Comuni e Regioni. Per questo abbiamo inviato una missiva a tutti i Sindaci ed al Presidente della Regione, Francesco Roberti, di promuovere l’approvazione di una apposita Delibera, da parte dei Consigli comunali e del Consiglio regionale, volta a sostenere la nostra azione per l’abolizione o la profonda modifica del codice Doganale dell’Unione, e prevedere l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di ogni prodotto”.
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