Colletorto celebra il VII Centenario della nascita di Giovanna I d’Angiò

Storici, studiosi e istituzioni riuniti ai piedi della Torre Angioina per un evento culturale con musica, tradizioni e l’inaugurazione dell’epigrafe commemorativa

vii centenario nascita d'angiòCOLLETORTO – Nel cuore del “Borgo degli Angioini”, Colletorto si prepara a celebrare uno degli appuntamenti più attesi dell’anno dedicato al VII Centenario della nascita di Giovanna I d’Angiò (1326‑2026). Sabato 22 agosto, alle ore 18, ai piedi della maestosa Torre Angioina, si terrà una tavola rotonda con alcuni tra i più autorevoli studiosi della regina che segnò il Trecento napoletano.

L’incontro, dal titolo “Storia, fede, curiosità e mito”, riunirà Chiara Ponte, autrice del volume “Giovanna I d’Angiò gloria delle donne e dei re”, Ciro Raia, storico del Mezzogiorno e autore di numerosi saggi sul personaggio, e Antonio Mucciaccio, studioso della storia del Regno di Napoli. A moderare sarà Luigi Pizzuto, scrittore e autore del recente libro “Giovanna I d’Angiò tra storia teatro poesia e leggenda”.

Le istituzioni e il territorio protagonisti

La tavola rotonda sarà aperta dai saluti del sindaco Cosimo Damiano Mele, del presidente del Gruppo Storico Vincenzo Ritucci, della presidente dell’associazione La Coccinella Camilla Di Rocco e del professor Giuseppe Iglieri, presidente Iresmo. Un momento che conferma il forte legame tra Colletorto e la figura della sovrana angioina, celebrata ogni anno attraverso rievocazioni, studi e iniziative culturali.

Spettacolo in Largo Verdi e inaugurazione dell’epigrafe commemorativa

In un clima festoso, Largo Verdi ospiterà lo spettacolo degli sbandieratori del Gruppo Storico, tra squilli di chiarine e rulli di tamburi, richiamando atmosfere medievali che da sempre caratterizzano le celebrazioni angioine.

A seguire, sarà inaugurata la nuova epigrafe commemorativa dedicata al VII Centenario. L’opera, firmata dall’artista Angela Pop, unisce arte, storia e memoria attraverso una scultura che ritrae la regina Giovanna I ispirandosi a un antico manoscritto conservato alla Biblioteca Nazionale di Francia. Realizzata nel laboratorio “Il Canto della Pietra”, l’epigrafe diventerà un nuovo simbolo identitario del borgo.