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Colletorto celebra i Fuochi di Sant’Antonio Abate: rito del fuoco e tradizioni

Il 17 gennaio 2026 rito del fuoco, benedizione della brace e un percorso tra otto fuochi tradizionali, gruppi locali e piatti tipici

COLLETORTO – Colletorto si prepara a vivere uno degli appuntamenti più sentiti dell’anno: i Fuochi di Sant’Antonio Abate, in programma sabato 17 gennaio 2026. Una festa che intreccia fede, folklore e sapori antichi, trasformando le vie del paese in un percorso luminoso e conviviale.

Il cuore della celebrazione sarà la Chiesa Madre di San Giovanni Battista, dove alle 17:00 si terrà la messa dedicata al Santo. A seguire, in Largo Verdi, avrà luogo il suggestivo Rito del Fuoco con la benedizione della brace, momento simbolico che apre ufficialmente la serata.

Un itinerario tra fuochi, gruppi e piatti tipici

La festa si sviluppa attraverso una vera e propria mappa dei fuochi, otto punti di interesse che animano il centro storico e le sue vie principali. Ogni fuoco è curato da un gruppo diverso e accompagnato da un piatto tipico della tradizione colletortese:

U Grupp Sctorc – Pan cotto con cime di rape (Largo Angioino)

Sott u Palazz – Ceci in umido con olio a crudo (Corso Umberto I)

Iamm Annand – Ferratelle (Corso Vittorio Emanuele)

Gli Abati – Fagioli e cotiche (Corso Vittorio Emanuele)

U Foc du Zampill – Polenta, cicoli e patate (Largo Romolo Campanelli)

Ngopp a Fndan – Scarpelle (Salita Manzoni)

U Foc sott u Camp Sportiv – (Via Giusti)

U Foc de Cas Popolar – (Via Insorti d’Ungheria)

Ogni gruppo custodisce un angolo di tradizione, offrendo ospitalità, musica e sapori autentici. I falò, accesi al calare della sera, diventano punti di ritrovo dove la comunità si stringe attorno al calore del fuoco e alla memoria dei riti contadini.

Un borgo che si illumina di storia

Dopo la benedizione, i fuochi prenderanno vita uno dopo l’altro, creando un percorso suggestivo che attraversa Colletorto. Le fiamme, i profumi dei piatti tipici e le voci della tradizione renderanno il paese un luogo sospeso tra sacro e popolare, dove ogni angolo racconta un frammento di identità.

La festa di Sant’Antonio Abate, profondamente radicata nella cultura locale, continua così a essere un momento di unione e partecipazione, capace di richiamare residenti, visitatori e curiosi.

Marina Denegri
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Marina Denegri
Argomenti: Colletorto

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