“Abbiamo detto con forza che lo spopolamento non è un destino, ma il risultato di scelte politiche sbagliate. E che la montagna merita investimenti, servizi, una sanità di prossimità, fiscalità di vantaggio, nuove opportunità per giovani e imprese. Abbiamo rilanciato il ruolo strategico delle Green Community, della SNAI e delle reti tra Comuni, con la necessità di ricostruire le Unioni Montane. Abbiamo parlato di gestione forestale moderna e produttiva, con il nostro nascente Consorzio Forestale e della necessità di istituire un Fondo nazionale per i servizi essenziali delle aree montane (sanità, scuole, presidi di emergenza)”.
Paglione, poi, ha posto “il tema dei criteri per la classificazione dei comuni montani, con una valutazione oggettiva che parta comunque dall’altimetria oltreché dalla valutazione degli indicatori sociali ed economici. Abbiamo ribadito che la montagna produce valore per tutto il Paese: acqua, boschi (abbattimento della CO2), energia, biodiversità. In pratica tutti i servizi ecosistemici che la montagna mette a disposizione del resto del Paese, dalle pianure alle grandi città. Questi servizi vanno riconosciuti e monetizzati, non sotto forma di interventi caritatevoli, ma con compensazioni vere che garantiscano anche ai cittadini delle aree montane l’accesso ai servizi essenziali e la piena esigibilità dei diritti di cittadinanza, a cominciare dal diritto alla salute. Come ha ricordato il Presidente Mattarella: la montagna è una risorsa nazionale. Noi continueremo a lavorare perché sia anche una concreta opportunità di futuro. La montagna è speranza. E noi intendiamo coltivarla, difenderla e trasformarla in futuro”, conclude Paglione.
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