Covid-19, il Dpcm del 13 ottobre: ecco cosa prevede

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Coronavirus

REGIONE – Il nuovo decreto modifica e aggiorna il Dpcm del 13 ottobre e ha validità da oggi, lunedì 19 ottobre, fino al 13 novembre. Il provvedimento si compone di un solo articolo, riguardante le “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”.

NELLE STRADE O PIAZZE DEI CENTRI URBANI – Nelle strade o piazze dei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private. Pertanto, viene affidata ai sindaci – seppur non citandoli esplicitamente – la responsabilità di disporre la chiusura al pubblico di specifici luoghi della città.

GLI ORARI DI BAR E RISTORANTI – Il nuovo dpcm cambia gli orari per i servizi di ristorazione: bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Sono consentiti dalle 5 alle 24 «con consumo al tavolo», ma a ogni tavolo ci potranno essere al massimo 6 persone. L’apertura è possibile fino alle 18 anche senza consumo al tavolo. Viene sempre consentita la consegna a domicilio, mentre l’asporto è possibile fino alle 24, ma fermo restando il «divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze». Consentite anche le attività di mense e catering continuativo laddove vengano rispettate le condizioni di sicurezza e il distanziamento di 1 metro. Gli esercenti dei servizi di ristorazione saranno obbligati a esporre un cartello all’ingresso del locale per indicare il numero massimo di persone ammesse al suo interno contemporaneamente.

SPORT DI CONTATTO – Il Dpcm contiene una stretta sullo sport di contatto. Vengono consentiti «soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Coni, dal Cip e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali». Viene consentita la presenza di pubblico con un riempimento massimo del 15% rispetto alla capienza totale dell’impianto e comunque non oltre i mille spettatori all’aperto e i 200 al chiuso. Si potrà accedere solo con mascherina e solo laddove venga rispettata la distanza di un metro tra gli spettatori. Gli allenamenti degli atleti sono consentiti a porte chiuse, mentre l’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto «sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni». Sospese anche le gare e le partite degli sport di contatto «aventi carattere ludico-amatoriale».

SAGRE E FIERE – Le attività di sale giochi e bingo sarà consentita solamente dalle 8 alle 21. Vengono vietate le sagre e le fiere di comunità, mentre restano consentite le manifestazioni fieristiche di interesse nazionale o internazionale se vengono predisposti appositi protocolli. Sospesi anche convegni e congressi, tranne quelli con modalità a distanza. Anche le riunioni della pubblica amministrazione si dovranno svolgere a distanza, mentre viene raccomandato di svolgere persino le «riunioni private» con le stesse modalità a distanza.

LA SCUOLA – Il Dpcm non chiude le scuole e, anzi, prevede un ricorso minimo alla didattica a distanza, riguardante solo gli istituti superiori. I servizi per l’infanzia, le scuole elementari e quelle medie continueranno le lezioni in presenza, mentre le superiori potranno adottare «forme flessibili» di organizzazione dell’attività didattica, ricorrendo anche maggiormente alla didattica a distanza, ma sempre in maniera complementare a quella di presenza. Altra possibilità è quella di modulare la gestione degli orari di ingresso e uscita degli alunni, per evitare l’affollamento sui mezzi del trasporto pubblico. L’ingresso non deve avvenire prima delle 9 e sono possibili anche turni pomeridiani.

L’applicazione di queste norme riguardanti la scuola, però, non è immediata: si partirà dal 21 ottobre, dando così tempo agli istituti per adeguarsi e organizzarsi.

APP IMMUNI – Altra novità riguarda l’App Immuni: le Asl dovranno comunicare obbligatoriamente il codice chiave sull’applicazione nel caso di positività di un paziente.