Covid-19, Toma spiega come si entra nella Fase 2

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Chi rientra in Molise dovrà sottoporsi a quarantena. Aumentano i tamponi e 5 mila residenti potranno fare i test sierologici

CAMPOBASSO – In una diretta Facebook in collegamento con Antonello Barone per il Festival del Sarà, il presidente della Regione Molise, Donato Toma, ha dichiarato che se la Fase 1 é andata bene non é stata solo fortuna ma é accaduto perchè c’é stato un gran lavoro organizzativo sanitario sul territorio. La Fase 2  ha inizio con una ordinanza che impone a tutti coloro che  rientrano in Regione di sottoporsi a quarantena. “Se si sarà bravi a ridurre i positivi e a non aggiungerne altri -ha detto Toma– il 18 maggio si potrà parlare di una vera ripresa”.

Il Governatore ha continuato dicendo che sono aumentati i tamponi e si é prospettata la possibilità di utilizzare strutture esterne agli ospedali, come gli hotel di Venafro e Larino, per chi, sottoposto a tampone, attende l’esito del test orofaringeo sul Covid-19. “Se sarà necessario chiederemo ai Prefetti, al momento non vedo la necessità”.

La direzione generale della Salute ha già dato il benestare a una sperimentazione del Ministero della Salute su 5000 molisani per fare test sierologici che potranno dare una dimensione del contatto con il virus che i molisani hanno avuto.

Si é parlato dell’organizzazione sul territorio. Toma ha spiegato che le cure dentro casa si sono rivelate un fattore molto positivo per non aumentare i contagi. Si ricorre all’opedalizzazione in un numero di casi che si ossono contare sulla dita di una mano. I positivi sono seguiti a casa grazie alle USCA, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale,  che visitano o fanno il tampone al domicilio, sull’esempio del Veneto. Il Presidente ha fatto, poi, un confronto, tra la Sanità di Lombardia , Piemonte e Veneto con quella del Molise: se al Nord la sanità privata la fa da padrone, nella sua Regione prevale la sanità pubblica, che, per quanto debba essere migliorata, offre una serie di interventi sul territorio.