Dagli Stati Uniti all’Africa, testimonianze e monito: rispetto per i diritti umani

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L’Associazione “Tedeschi” rende noti i messaggi di un consigliere comunale di New Britain di origine molisana e delle missionarie molisane impegnate in Africa

L'Associazione Sociale e Culturale “Giuseppe Tedeschi” OnlusCAMPOBASSO – L’Associazione sociale e culturale “Tedeschi” nelle persone di Maria Perrotta presidente, Michele Petraroia presidente onorario, Elisabetta Brunetti coordinatrice e Chiara D’Amico portavoce comunica quanto segue:

“Un consigliere comunale di New Britain (Connecticut – USA) Carlo Carlozzi nato negli Stati Uniti, al cospetto del Decreto Presidenziale di TRUMP che blocca l’ingresso dei cittadini di sette paesi islamici, ha avvertito il dovere etico di lasciare un messaggio sulla rete dove ha ricostruito un secolo di emigrazione / immigrazione della sua famiglia, partendo dal nonno materno Giuseppe Ricciardi, originario di Campodipietra, che si arruolò nell’esercito americano da cittadino americano e prese parte alla Prima Guerra Mondiale 1915-1918.

Successivamente sposò Rosa Barile e dal loro matrimonio nacquero negli Stati Uniti 4 figli, ma la Grande Depressione del 1929 lo riportò in Molise nel 1931, dove lasciò moglie e figli nel 1934 per tornare a lavorare in America.

Carlo Carlozzi racconta le paure e le sofferenze della famiglia durante la Seconda Guerra Mondiale, ed il timore di non vederla più unita.

Questa testimonianza riannoda i fili di 100 anni di emigrazione negli Stati Uniti e rende antistorica la decisione di bloccare l’ingresso di singoli cittadini provenienti da specifici paesi.

Insieme al post di Mr. Carlo Carlozzi è giunto alla nostra Associazione il messaggio delle missionarie molisane impegnate dal 1968 in Africa e che intensificano la propria opera aprendo nuove strutture di accoglienza, e nuovi centri educativi per bambini abbandonati e ragazzi poveri.

Unendo le due fotografie molisane scattate rispettivamente nella parte più ricca del pianeta e nel luogo di maggiore sofferenza del mondo, emerge spontaneo la riflessione salesiana a cui si ispirava Padre Giuseppe Tedeschi nella sua attività umanitaria nelle periferie abbandonate di Buenos Aires, di educare i giovani alla pace per costruire un futuro di giustizia sociale e rispetto dei diritti dei popoli e delle persone ad essere libere di migrare, studiare, curarsi, lavorare e vivere senza essere perseguitati o discriminati per la loro etnia, razza, religione o pensiero”.