Dominick “Don” Travaline grande pianista e compositore nel New Jersey

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Il padre era nato a Roccascalegna, in provincia, di Chieti e la madre era nata in Molise (probabilmente a Riccia)

RICCIA – Dominick “Don” Travaline (in realtà Travaligni) nacque a Philadelphia, il 25 giugno del 1892, da Francesco “Frank” (nato a Roccascalegna, in provincia di Chieti – morto nel 1942) e Antonietta Di Lecce (nata in Molise il 12 giugno 1871 – assai probabilmente a Riccia – morta il 1 agosto del 1969). Dominick “Don” ebbe due fratelli (Frank prematuramente scomparso e Frank Michael Jr.) e due sorelle (Josephine e Nan). Il padre era emigrato negli Stati Uniti nel 1880 stabilendosi a Philadelphia dove conobbe e sposò Antonietta (giunta da poco in America) . Nel 1902 la famiglia Travaglini decise di trasferirsi a Camden nel New Jersey (qui assunsero definitivamente il cognome di Travaline). Dominick “Don” si diplomò alla “Camden High School”.

Sin da bambino Dominick mostrò una straordinaria propensione per la musica. Nel 1916, come cantautore, ebbe un importante successo con “I Want To Be An Alpha Boy” (che celebrava la ricorrenza per il “Camden’s Alpha Social Club” e il “Camden High March”). Fu, tra le altre cose, un abilissimo pianista (ritenuto al suo tempo uno dei migliori pianisti del New Jersey). Suonava il pianoforte durante le proiezione del cinema muto per conto di Herbert Megowan. Tenne numerosi spettacoli di “Vaudeville” al “Towers Theatre” di Broadway.

Don compose arrangiamenti per pianoforte (“Londonderry Air”, “Liebestraum”, “Only the Lonely Heart” e “Who Pais”) ascoltati nei classici recital radiofonici. Tenne programmi radiofonici per bambini che prepara anche scenette comiche, monologhi e arrangiamenti. Fu direttore per tre anni del programma radiofonico “Musical Chef’s program” di Philadelphia. Un successo particolare lo ottenne con “In her cute Little Automobile”. Fu anche giornalista e critico musicale. Dominick “Don” Travaline morì nel 1968 a Camden nel New Jersey.

A cura di Geremia Mancini – presidente onorario “Ambasciatori della fame”