Equologica, al via gli incontri politici digitali della sinistra

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Palombo: “Come coordinatore regionale di èViva e come amministratore guardo con speranza alle forze progressiste e ambientaliste”

CAMPOBASSO – Nicola Palombo, Coordinatore regionale èViva in una nota presenta “Equologica”, un incontro politico digitale che si svolgerà a partire da oggi sabato 12 dicembre.

“Da molti mesi mi onoro di far parte del processo di costruzione di un nuovo e necessario soggetto di sinistra costituito da forze politiche, associazioni e movimenti civici, amministratori e singoli individui. A metterci insieme è la consapevolezza del legame esistente, in Italia e nel mondo, tra crisi socio-economica e crisi ecologica. L’intento è quello di portare avanti, dentro e fuori dal Governo, proposte e battaglie politiche incentrate su giustizia sociale e ambientalismo. E dopo mesi di riunioni finalmente arriva il primo passo ufficiale di questa rete con “Equologica”, un grande incontro politico digitale che si svolgerà sabato 12 dicembre attraverso 40 tavoli tematici, 8 panel politici e un’assemblea plenaria conclusiva. I lavori potranno essere seguiti online da chiunque lo desideri, e sarà anche l’occasione in cui quest’entità si darà un nome.

Primi promotori della rete sono Francesco Laforgia, Luca Pastorino, Gessica Allegni, Serena Spinelli, Loredana De Petris, Nicola Fratoianni, Massimiliano Smeriglio, Peppe De Cristofaro, Elisabetta Piccolotti, Lorenzo Fioramonti, Massimo Zedda, Paola Nugnes, oltre a numerosi amministratori, sindaci e consiglieri regionali. Ma hanno aderito anche personalità come il ministro Roberto Speranza, Elly Schlein, il segretario generale Cgil Maurizio Landini, il sindaco di Milano Beppe Sala e quello di Istanbul Ekrem Imamoglu, gli economisti Jean Paul Fitoussi e Gunter Pauli, il presidente di Legambiente Stefano Ciafani e la presidente di WWF Italia Donatella Bianchi, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, Susanna Camusso, Luciana Castellina, Aboubakar Soumahoro, Sandro Ruotolo, il presidente della Camera Roberto Fico, i ministri Nunzia Catalfo e Gaetano Manfredi.

Più che i nomi altisonanti, però, ci interessano i temi. L’equità e la parità sul lavoro e nell’accesso ai servizi, l’economia circolare e sostenibile, la sanità pubblica, la scuola devono tornare al centro della discussione politica. La pandemia ha esasperato e accelerato la disgregazione sociale e ambientale già in atto, e la necessità di mettere in campo nuovi strumenti è quantomai urgente: non si può pensare, in un quadro nazionale e mondiale completamente mutato, di rispondere ancora con misure vecchie, che già prima stentavano a dimostrarsi efficaci. Per dirsi efficiente e giusta, l’azione di governo deve dotarsi di strumenti che riducano le disuguaglianze e deve pensare un sistema economico e produttivo in ottica ecosostenibile.

È naturale che con questa nuova proposta politica si guardi anche alle amministrative del 2021, quando insieme a tanti piccoli e grandi Comuni chiamati al voto ci saranno Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli. Abbiamo assistito alla nascita e alla proficua attività di tante realtà civiche, dai Fridays for Future alle Sardine, di esperienze amministrative virtuose come quella di Sala a Milano, e di innumerevoli iniziative individuali spontanee; tutte forze ammirevoli e potenti che però se scollegate fra loro faticano ad andare oltre la spinta propulsiva iniziale: queste energie e idee non vanno disperse ma incanalate in un bacino più ampio.

Allo stesso modo, dopo l’innegabile disfatta di questi anni, in Molise guardiamo alle prossime sfide elettorali. La nostra regione non è lontana dalle tematiche di cui sopra; non pensiamo di essere sempre un piccolo mondo a parte, con necessità e regole diverse. Siamo dentro il terzo millennio, con tutte le sue risorse e le sue criticità, tanto quanto il resto della penisola; smettiamola dunque di concepirci come distanti dal Paese e dall’Europa. La scelleratezza delle scelte produttive antiecologiche la stiamo vivendo anche qui, con la questione del gasdotto o dell’eolico che si sta riaffacciando ad Altilia; così come stiamo pagando una cattiva gestione della sanità pubblica, coi nostri ospedali e distretti ridotti a operare senza risorse umane e finanziarie; per non parlare di come gli operai dei nostri stabilimenti lottino costantemente per avere luoghi di lavoro sicuri e salari dignitosi; quindi cosa stiamo aspettando?

Per questo dico con forza a chiunque voglia un progressismo e un ecologismo oggi non pienamente rappresentati dalle istituzioni; a chi non si riconosce più in partiti e movimenti, o a quanti non si connotano politicamente ma allo stesso modo credono e combattono per questi temi e valori – che siano forze civiche, associazioni, singoli individui: partecipiamo a Equologica e aderiamo a questa nuova sfida, convinti che sia possibile imparare dal presente per costruire il futuro”.