Falsi pacchi bomba a Pescara, l’inchiesta passa alla procura di Campobasso

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Campobasso dedicherà una piazza a Piersanti MattarellaCAMPOBASSO – Sarà la Procura di Campobasso a occuparsi dell’inchiesta sui 5 falsi pacchi bomba lasciati in diversi punti di Pescara l’altro ieri, mercoledì 9 settembre. I plichi erano indirizzati al pm pescarese Rosangela Di Stefano e, in base a quanto prevede il codice di procedura penale, quando in un’inchiesta è coinvolto un magistrato, o come indagato o come parte offesa, le indagini devono proseguire a Campobasso per quanto riguarda la Procura di Pescara.

Sembrava la scena di un film, l’altra mattina, quando poco dopo le ore 8,30 gli abitanti del centro (zona via Regina Margherita) hanno sentito un forte botto. Si trattava di un ordigno rudimentale fatto brillare dagli artificieri a seguito di un allarme bomba. E non sarebbe stato neanche il primo episodio.

Sono stati, infatti, cinque in tutto i pacchi bomba ritrovati in varie zone della città. Oltre a via Regina Margherita si volevano colpire punti sensibili come il tribunale, il distretto sanitario di base di via Rieti, la zona della camera di commercio in viale Marconi e la caserma provinciale dei carabinieri in viale d’Annunzio. È al pm Di Stefano che era indirizzato il testo di un volantino lasciato affisso su un portone in viale Marconi.

Sul posto, nelle varie aree sensibili, i vigili urbani, la polizia, i pompieri, i carabinieri e le ambulanze del 118. Per quanto riguarda il distretto sanitario di Pescara Sud (via Rieti), è stata prontamente contattata la polizia di stato, che ha provveduto ad evacuare l’intero stabile e a transennarlo per mettere in sicurezza pazienti e operatori. Tutte le zone in questione sono state evacuate e interdette al traffico, mentre i pacchi bomba sono stati fatti brillare.