Fondazione ‘Quid Novi’ con Molise Food punta sul biologico

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Fondazione Quid Novi e MoliseFood aprono cantiere nella regione per rivalutare tecniche non riconducibili al filosofo e scienziato tedesco. Il progetto vuole fare da traino al resto del Paese

CAMPOBASSO – Riportare alla luce il valore del territorio molisano puntando sul biologico per creare un modello con la missione di fare anche da apripista in Italia nella direzione di una biodinamica autoctona. E’ la sfida lanciata dalla Fondazione “Quid Novi” che raggruppa imprenditori del settore agroalimentare molisano. Gli operatori, attraverso il progetto “MoliseFood”, intendono riportare alla luce il valore del territorio molisano non eccessivamente antropizzato, ricco di eccellenze e frutto di una tradizione solida che ancora resiste.

“Numeri alla mano, oggi il biologico del Molise può contare su 11.964 ettari con una variazione in positivo del 6,7% in relazione al rapporto 2019-2018 dell’ultimo report dell’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea) e del Sistema d’informazione nazionale sull’agricoltura biologica (Sinab)”, spiega il direttore generale dell’iniziativa enogastronomica Francesco Caterina. L’obiettivo è quello di creare un soggetto volto a regolamentare e convogliare produttori biologici.

“MoliseFood ha preso a cuore – aggiunge Caterina – il progetto perché nella più piccola regione a statuto ordinario del Paese, certe cose accadono più in fretta ed il patrimonio materiale ed immateriale del territorio rischia di deteriorarsi più rapidamente che altrove. L’Hub è Bio perché si occupa di elementi vivi ed è dinamico perché non vuole solo incentivare tecniche agricole o di allevamento che escludano o limitino l’uso di sostanze chimiche ma intende esplorare nuove modalità produttive per combinarle con altre più ancestrali, per ritrovare la giusta armonia tra uomo e ambiente portandoci a produrre in maniera sostenibile alimenti di qualità e salutari per l’organismo. Una vera opportunità per il Molise”.

Caterina ricorda inoltre che “all’intero progetto si lavora insieme all’avvocato Iacovino, che sta lavorando alla Regolamentazione e istituzione Nazionale e Regionale di biodistretti alimentari, anche e con attenzione alla Legge regionale n. 10 del 19 10 2020 Biodiversità e con la Cim dell’onorevole Angelo Sollazzo. A questo va aggiunta l’associazione di Michele Tanna, che ha già individuato dal 2009 ad oggi oltre 170 varietà autoctone solo di Meli e Peri oltre ad altro biologico, biodinamico, biodistretti alimentari, biodiversità”.

Hub Internazionale Bio e Dinamico ha la finalità di aprire una Farm dedicata in Molise dove poter applicare le buone prassi individuate all’interno dell’Hub e la successiva disseminazione e replica delle azioni e dei risultati ottenuti su scala planetaria.