Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il bilancio della Questura di Isernia

25

ISERNIA – La professionalità, l’attenzione, l’ascolto “riservato”: sono gli strumenti che gli uomini e le donne della Polizia di Stato utilizzano per far sentire protetta la vittima di violenza di genere e far emergere il suo disagio, perché non vinca il silenzio. Continua la campagna “Questo non è amore” realizzata dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno e, anche oggi, in occasione della ricorrenza della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, la Polizia di Stato invita le vittime di violenza a raccontare ciò che stanno vivendo, per trovare insieme una soluzione.

Quest’anno, attese le difficoltà dovute alle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, la Questura di Isernia ha prodotto un breve video che sarà reso fruibile agli studenti degli Istituti Superiori di questo centro attraverso la didattica a distanza, al fine di offrire uno spunto di riflessione per un approfondimento dialettico sul tema con gli insegnanti e gli operatori. Sono stati, inoltre, distribuiti gli opuscoli realizzati dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato in vari esercizi commerciali della città. Per la provincia di Isernia, i dati relativi ai reati “spia” per il 2020 sono incoraggianti a livello numerico, rispetto allo stesso periodo del 2020: 24 denunce per atti persecutori e 17 maltrattamenti contro familiari e conviventi, rispetto ai 22 e 20 del 2019, ma l’invito resta quello di denunciare le violenze subite.

13 gli ammonimenti emessi dal Questore di Isernia nel 2020 per violenza domestica e stalking, dopo indagini rapide ma approfondite da parte della Divisione Polizia Anticrimine. L’ammonimento del Questore è valido e consolidato strumento, poiché, potendo essere adottato anche nei casi che costituiscono l’anticamera di fattispecie più gravi, anticipa in via preventiva la soglia di tutela.

L’ammonimento è, infatti, una misura di prevenzione che nasce con lo scopo di garantire alla vittima una tutela rapida ed anticipata rispetto alla definizione del procedimento penale e consiste nell’avvertimento, rivolto dal Questore allo stalker o al maltrattante, di astenersi dal commettere ulteriori atti di molestia o violenza domestica. Contestualmente, l’ammonimento consente al Questore di adottare non soltanto misure che attengono alla detenzione di armi, ma anche forme di sensibilizzazione di familiari e di intervento di altri uffici. In particolare, chi si rende responsabile di percosse o lesioni lievi, nell’ambito di violenza domestica, può essere ammonito non solo su istanza della vittima o di un testimone, ma, fatto particolarmente importante, anche su iniziativa della stessa Forza di Polizia, che può anche provvedere ad allontanare immediatamente il soggetto dall’abitazione dove si sono realizzate le condotte violente.

In tale ottica, che pone al centro l’interesse della vittima, è stato rimodulato l’approccio operativo di fronte all’emergenza COVID, attualizzandolo anche con nuovi strumenti tecnologici e social, come la diffusione della APP della Polizia di Stato YouPol, attraverso la quale i cittadini possono “chattare”, anche in modo anonimo, con le Sale Operative delle Questure per segnalare situazioni di disagio, trasmettere messaggi ed immagini.

Creata per contrastare il bullismo e lo spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, è stata aggiornata, nel mese di marzo 2020, prevedendo la possibilità di segnalare anche i reati di violenza domestica. Dal 28 marzo al 30 settembre sono state 542 le segnalazioni ricevute tramite l’APP sul territorio nazionale. È sempre importante la chiamata al numero di emergenza 112 NUE e/o 113, soprattutto nei casi di pericolo imminente. 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno, il numero è sempre attivo: puoi telefonarci, puoi ferma¬re una volante, puoi venire in Questura o in un Commissariato e puoi anche utilizzare, solo se non è un’emergenza, l’APP YouPol.

Preziosa si è dimostrata la collaborazione dei Servizi Sociali, dei Centri Antiviolenza e dei Presidi Ospedalieri dislocati sul territorio che, con il loro operato, completano e sostengono costantemente l’attività degli operatori di polizia. La Polizia, in base anche a quanto previsto dalla legge 38/2009 e dalla legge 119/2013, in materia di atti persecutori, maltrattamenti e lesioni, deve informare la donna sull’esisten¬za di questi centri, eventualmente aiutarla a prendere contatti. Il Centro più vicino può essere trovato chiamando il numero verde 1522, dove rispondono operatrici specializza¬te, con servizio multilingue, offerto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Indicazioni sui centri antiviolenza posso essere reperite al seguente link http://www.pariopportunita.gov.it/materiale/mappa-centri-antiviolenza.

Le buone prassi internazionali, inoltre, per il contrasto alla violenza sulle donne dimostrano una maggiore efficacia degli interventi quando questi non si limitano alla tutela delle vittime, ma affrontano parallelamente il problema nei confronti degli autori di violenze. Trattare l’aggressore è un’importante misura di prevenzione per ridurre le recidive di atti violenti e per evitare la trasmissione della violenza da una generazione all’altra. La presa in carico dell’autore delle violenze è da considerarsi a tutti gli effetti una forma di prevenzione del fenomeno e di tutela delle vittime.

Uomini che sono stati violenti e controllanti verso le proprie partner vengono accompagnati nel riconoscere la propria responsabilità e nel mettere in atto strategie di controllo della rabbia e di cambiamento del proprio comportamento. Gli operatori dei servizi sociali, sanitari e delle Forze dell’Ordine possono indirizzare a tali percorsi uomini autori di violenza fisica, psicologica, economica, sessuale o di stalking nei confronti della loro partner o ex-partner. La Questura di Isernia ha siglato, al riguardo, un protocollo d’intesa con l’Associazione Italiana di Psicologia, il cui sportello di ascolto è attivo dal lunedì al venerdì con orario 09:00/19:00 al numero 06–44246573. E’ anche possibile inviare una mail a info@offender.eu.