Giornata Mondiale contro la povertà, la nota di Filomena Calenda

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CAMPOBASSO – La Giornata Mondiale contro la Povertà nasce il 17 ottobre 1987, quando più di centomila persone si riunirono al Trocadéro di Parigi, dove nel 1948 fu firmata la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, per ricordare le vittime della povertà estrema, della violenza e della fame.

“Personalmente – scrive l’Assessore regionale alle Politiche sociali della Regione Molise, Filomena Calenda – mi considero una tenace paladina dei diritti umani. Sempre e in ogni occasione ho palesato, e continuerò a farlo, il mio rifiuto alla miseria e dunque il pieno sostegno al rispetto di ogni diritto umano”.

I dati Istat parlano chiaro: una povertà ai massimi storici, circa 5,6 milioni in povertà assoluta: nel 2021 sono in povertà assoluta 1,9 milioni di famiglie (7,5% del totale da 7,7% nel 2020) e circa 5,6 milioni di individui (9,4% come nel 2020). Ma attenzione, avverte Istat: nel 2021 i maggiori consumi (+1,7%) non hanno compensato l’inflazione (+1,9%). E poiché la povertà assoluta si misura sulla capacità della famiglia di sostenere le spese essenziali e incomprimibili per vivere, dal cibo all’affitto, dalle cure al riscaldamento, quest’anno con un’inflazione oltre il 6% potremmo avere un milione di poveri assoluti in più. L’Italia è tra i Paesi con il maggior numero di persone a rischio esclusione sociale in Europa (1 su 3) seguita solo da Lituania, Grecia, Romania e Bulgaria.

Allo stesso tempo è il Paese dove sono presenti alcune delle Regioni più povere d’Europa: dove milioni di persone non possono più curarsi per motivi economici, dove cresce la povertà educativa, dove le mafie (Sicilia e Campania) fanno affari per 110 miliardi l’anno, dove corruzione ed evasione fiscale continuano a crescere.

“Dietro alla freddezza di questi dati – continua l’Assessore – è evidente un aumento senza precedenti delle disuguaglianze e della povertà. Aspetti che rappresentano i rischi più gravi per la nostra democrazia. E’ chiaro che la politica (io per prima) rispetto all’immagine fotografata da Istat deve iniziare a pensare a strategie adeguate ed opportune che puntino a sradicare vecchie mentalità di assistenza ma siano invece in grado di offrire al cittadino occasioni di crescita e prospettive di sviluppo. A tutela dei suoi diritti ma soprattutto a rispetto della sua inviolabile dignità in quanto persona”.

“E’ necessario lavorare insieme per ridare alle nostre città e al nostro Paese una visione politica reale – conclude l’Assessore Filomena Calenda – contestualizzata, costruita sulla stragrande maggioranza di realtà che affrontano quotidianamente sofferenze e ingiustizie. Dobbiamo lavorare immaginando una prospettiva a lungo termine in grado di fornire risposte, all’altezza di contrastare iniquità, disparità, disuguaglianze e far sì che queste volontà si trasformino rapidamente in atti concreti di politica istituzionale”.