Dopo le tappe di Bergamo e Roma, il Festival porta nel capoluogo piemontese una riflessione che nel 2026 toccherà anche Bologna e Termoli, con l’obiettivo di analizzare come energia, infrastrutture digitali e potere tecnologico stiano ridefinendo gli equilibri globali.
Durante la presentazione del programma, il curatore della Biennale Tecnologia Guido Saracco ha definito il Festival “partner ideale del Politecnico di Torino”, sottolineando la necessità di un confronto pubblico sulle decisioni di policy che orientano la gestione delle tecnologie emergenti. Alla conferenza erano presenti anche il rettore Stefano Corgnati e l’assessore regionale Gian Luca Vignale.
Barone ha ricordato come il Festival lavori da anni sul cambiamento degli assetti geopolitici dopo l’ascesa della Cina e sulle conseguenze dell’attuale scenario di conflitto aperto: «Oggi la supremazia si gioca sulle risorse energetiche, sulle tecnologie digitali e sulle narrazioni che plasmano identità e memoria collettiva. La Biennale Tecnologia è il luogo ideale per affrontare queste domande cruciali».
La giornata inaugurale si svolgerà nel Foyer del Teatro Regio con tre panel tematici:
Con Giuseppe Zollino, Lorena Stella Martini, Giuseppe Argirò. Un confronto su come l’energia sia divenuta leva di sovranità e sicurezza in un mondo segnato da conflitti ibridi e competizione tecnologica.
Con Annalisa Pelizza, Piero Benassi, Elisa Martinotti, Andrea Colamedici. Un’analisi sul potere dei dati, degli algoritmi e delle infrastrutture digitali nella ridefinizione delle geografie globali.
Con Gabriele Segre e Greta Cristini. Un focus sulle nuove narrazioni artificiali e sulle guerre combattute anche attraverso l’informazione automatizzata.
La seconda giornata si terrà nelle Sale Immersive delle Gallerie d’Italia:
Con Francesco Profumo, Giuseppe Bergesio, Ettore Bompard, Massimo Deandreis. Un panel dedicato alla fragilità dei sistemi energetici e al ruolo delle infrastrutture nella competizione globale.
Dialogo conclusivo tra Dario Fabbri e Antonello Barone, per interpretare le dinamiche che ridisegnano confini, poteri e influenze.
L’XI edizione del Festival del Sarà utilizza, su concessione dell’artista Maurizio Cattelan, la riproduzione dell’opera L.O.V.E., simbolo di libertà e provocazione, scelta come immagine guida per riflettere sulle patologie del potere e sul rapporto tra tecnologia, democrazia e sostenibilità.
Il Festival è promosso dalla Camera di Commercio del Molise e gode del patrocinio di CIID, Luiss, ASviS, Osservatorio Riparte l’Italia e Motus‑E. A2A è main partner, affiancata da Key Partner, Prestiter e Arta Costruzioni. Media partner: WMF – We Make Future e Primonumero.
La diretta streaming sarà disponibile su www.festivaldelsara.com.
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