“La nebbia sale dalla terra”, in scena a Castiglione di Carovilli

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la nebbia sale dalla terra

Il 24 e 25 agosto lo spettacolo in versi e canto liberamente tratto dal romanzo omonimo di Antonella Presutti (Emersioni 2020)

CASTIGLIONE DI CAROVILLI – La nebbia sale dalla terra nasce della collaborazione fra il cantautore e polistrumentista Paolo Benvegnù; il cantante, melodista e musicista Miro Sassolini; la poetessa e performer Monica Matticoli. Insieme, i tre artisti hanno rivisitato l’ultimo libro di Antonella Presutti realizzando un romanzo in musica: senza soluzione di continuità, suddiviso in capitoli che sono canzoni, alternanza di voci, canti.

Mercoledì 24 agosto alle ore 21:00 la Pro Loco Monteferrante di Carovilli, Isernia, è lieta di ospitare la prima nazionale dello spettacolo presso uno dei luoghi più suggestivi e magici del Molise, i Ruderi della Chiesa di San Nicola o Chiesa Ammond di Castiglione di Carovilli. Lo spettacolo verrà riproposto il 25 agosto alle ore 18:00.

Protagonista e personaggio principale è il rudere d’un vecchio casino immerso nelle campagne molisane: tormentato dal vento, dalle intemperie, dalla furia del sole. Protagonisti silenziosi sono l’enorme cipresso, vecchio custode che ancora resiste; parti di mobili sopravvissuti al tempo, ai ripetuti furti nelle stanze spalancate; polvere di piccoli animali, voli d’uccello nella colombaia sventrata. E protagoniste sono le voci, ombre. Echi di persone che tornano in una notte di novembre a raccontare storie, misteri d’un tempo scomparso ma ancora profondamente attuale. Uomini e donne che si alternano, chiedono di non essere dimenticati. Domandano, a noi, di essere testimoni.

Canzoni e musiche, e i tappeti sonori per la raffinata recitazione di Monica Matticoli, sono frutto della contaminazione fra la ricerca di uno degli artisti più preziosi e importanti della scena musicale italiana degli ultimi anni, Paolo Benvegnù, e il potente canto e la creatività melodica di Miro Sassolini, voce storica della scena indipendente italiana che qui ricopre anche l’inedito ruolo di co-autore della parte musicale. Gli arrangiamenti e la regia sono a cura di Marco Olivotto, presente sul palco con le sue caleidoscopiche tastiere.

Lo spettacolo, fra il concerto pop e il teatro-canzone, spazia dall’elettronica più gradevolmente sperimentale al dialogo gioioso dei musicisti con il loro passato new-wave; dal pop più raffinato e cantautoriale alla musica popolare in senso pieno; dalle melodie della grande canzone italiana alle ritmiche di repertori imprevisti ed inediti, dal sapore talvolta etnico: il risultato è l’aprirsi d’un luogo d’immaginazione sinfonico e poliedrico dai molteplici riferimenti e richiami che sa tenere alta la tensione e acceso il dialogo col romanzo e col pubblico.

Dalla “terra che non esiste”, da un luogo rurale e magico che ha come cifra il verde ghiacciato dei boschi, l’azzurro feroce dei fiumi, le rocce scabre nelle montagne, la terra da dissodare e il lavoro umano, le bestie selvatiche, si genera uno spettacolo aspro, essenziale, che scava nel mito per riportare alla luce il legame profondamente spirituale, mistico, della morte con la vita: Io aspetto, aspetto ancora. Arriverà qualcuno che si accorgerà di me, della storia che si è mossa qui, delle scritte che restano sulle porte e che resistono a dispetto della neve, della pioggia. Arriverà qualcuno che sa riconoscere i miracoli.

Per accedere allo spettacolo, in ottemperanza alla vigente normativa, è obbligatoria la prenotazione: per informazioni e per riservare un posto a sedere inviare una mail all’indirizzo prolococarovilli@gmail.com o chiamare il numero 339 820 1129.