“Vogliamo esprimere la nostra sincera gratitudine al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ai suoi tecnici, ai veterinari e a tutte le persone che hanno seguito con dedizione, competenza e sensibilità il percorso di recupero dell’orsetta Nina. Nina non è soltanto un giovane esemplare di orso marsicano: è figlia di queste montagne, dei boschi e delle acque che ancora resistono alle logiche di sfruttamento. È simbolo di una natura che chiede rispetto, di un equilibrio fragile ma vivo, che le nostre comunità si impegnano ogni giorno a difendere”, si legge in una nota.
“Chiediamo con forza che Nina venga rilasciata nei medesimi territori in cui è stata rinvenuta, affinché possa tornare a vivere libera nel suo ambiente d’origine, custode e testimone della bellezza e dell’integrità della terra che l’ha generata. In un momento in cui il futuro dell’ecosistema dell’Alta Valle del Volturno è messo a rischio da progetti che nulla hanno a che vedere con la sostenibilità, Nina diventa per noi il simbolo della resistenza e dell’amore per la vita. La sua libertà rappresenta la libertà di un territorio che non vuole essere devastato, ma protetto e valorizzato”.
Poi il Coordinamento conclude: “Auspichiamo che il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, i sui tecnici e tutti gli attori coinvolti nel rilascio dell’orsetta riconoscano il valore ecologico e simbolico di questa scelta: Nina torni a casa, e da lì continui a ricordarci che la vera forza sta nel custodire, non nel distruggere. Perché la sua storia diventi un messaggio di speranza e un impegno per tutti: questa è la terra di Nina, e deve restare libera”.
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