
Dopo Trigno e Petacciato emergono nuove frane in Molise. L’Ordine dei Geologi: servono monitoraggi, prevenzione e interventi strutturali
Il Molise continua a fare i conti con una fase di instabilità idrogeologica diffusa, aggravata dagli eventi degli ultimi giorni. Dopo il crollo del ponte sul fiume Trigno e il movimento franoso che ha interessato l’area di Petacciato, emergono nuove criticità in diverse zone della regione, delineando un quadro complesso e in continua evoluzione.
Segnalazioni di dissesti arrivano da Salcito, Capracotta, Agnone, Frosolone e da altri comuni dell’entroterra. Si tratta tuttavia solo di una parte di un fenomeno molto più ampio, difficile da censire in tempi rapidi a causa della sua natura frammentata e localizzata. Le intense precipitazioni, unite allo scioglimento della neve nelle aree interne, hanno riattivato frane preesistenti e innescato nuovi movimenti, con ripercussioni su viabilità, infrastrutture e, in alcuni casi, centri abitati.
Stato di calamità e prime misure
Il Consiglio dei Ministri ha riconosciuto lo stato di calamità naturale, stanziando 20 milioni di euro per i primi interventi urgenti. Ma proprio nelle stesse ore si è resa necessaria l’evacuazione di circa 50 persone a Salcito, a conferma che l’emergenza non riguarda solo la fascia costiera, ma colpisce duramente anche le aree interne, già provate da accumuli nevosi e condizioni geomorfologiche delicate.
L’appello dei geologi: “Serve un approccio strutturale, non emergenziale”
Di fronte a un quadro così critico, l’Ordine dei Geologi della Regione Molise richiama l’attenzione sulla necessità di avviare ricognizioni puntuali, monitoraggi continui e una pianificazione basata su dati aggiornati e analisi scientifiche.
«È indispensabile affrontare il dissesto idrogeologico in modo strutturale e non solo emergenziale», sottolinea il presidente Domenico Angelone. L’Ordine evidenzia l’urgenza di:
- interventi di mitigazione del rischio
- manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio
- pianificazione sostenibile
- comunicazione basata su fonti qualificate e competenze tecniche
Un approccio tecnico‑scientifico è ritenuto fondamentale per comprendere le dinamiche geomorfologiche locali e prevenire ulteriori danni.
Supporto alle istituzioni
L’Ordine dei Geologi ribadisce la propria disponibilità a collaborare con istituzioni, enti locali e organi di informazione, offrendo supporto tecnico e contributi scientifici utili alla gestione dell’emergenza e alla definizione delle strategie future.









