Ambiente

Nasce Sea Trace: Termoli primo Comune a tracciare i rifiuti marini via blockchain

Lanciata Sea Trace, la prima piattaforma blockchain per tracciare i rifiuti marini. Termoli è il primo Comune ad adottarla. Coinvolti pescatori e Autorità portuali

TERMOLI – Un protocollo d’intesa firmato tra Comune di Termoli, Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Meridionale, Innovation SEA, The Nest Company e RES dà ufficialmente il via a Sea Trace, la prima piattaforma blockchain dedicata alla tracciabilità dei rifiuti marini. Termoli diventa così il primo Comune italiano ad adottare questo sistema innovativo, pensato per monitorare in modo trasparente e certificato i rifiuti accidentalmente pescati.

Il progetto nasce per affrontare una delle emergenze più critiche dei nostri mari: le migliaia di tonnellate di plastica e materiali inquinanti che si accumulano sui fondali. Pur venendo spesso recuperati dai pescatori durante le attività quotidiane, questi rifiuti sono difficili da gestire senza un sistema strutturato di raccolta e documentazione. La Legge SalvaMare ha introdotto un quadro normativo chiaro, attribuendo alle Autorità portuali un ruolo centrale nella gestione dei RAP e coinvolgendo anche i cittadini attraverso una quota della TARI destinata a sostenere le operazioni.

Sea Trace rappresenta la prima soluzione digitale completa per seguire l’intero ciclo di vita dei rifiuti marini: dalla raccolta in mare al conferimento a terra, fino al trattamento finale. Grazie alla blockchain brevettata da The Nest Company, ogni operazione viene registrata in modo immutabile, garantendo sicurezza, trasparenza e prevenzione di abusi o accessi impropri ai contributi pubblici.

Per Marevivo, che ha sostenuto la Legge SalvaMare, la piattaforma segna un passo decisivo: permette di conoscere quantità, tipologia e destinazione dei rifiuti recuperati, rendendo finalmente misurabile l’impatto delle attività di bonifica. Un vantaggio ambientale, sociale e gestionale che può diventare modello per altri porti italiani.

I promotori sottolineano come Sea Trace unisca tecnologia e sostenibilità: uno strumento che supporta pescatori, istituzioni e operatori della filiera, trasformando un problema ambientale in un processo governabile e certificabile. L’Autorità portuale evidenzia inoltre come la catena di custodia digitale rafforzi il ruolo dei porti come presidi di legalità e sostenibilità.

La sperimentazione parte da Termoli, ma l’obiettivo è estendere il sistema lungo tutto l’Adriatico meridionale e, grazie agli accordi con Federpesca e FederOP, su scala nazionale, coinvolgendo oltre 10.000 operatori del settore. Le associazioni di categoria vedono nella piattaforma un’opportunità per migliorare la gestione dei RAP e raccogliere dati fondamentali sullo stato di salute dei mari, contribuendo a una pesca sempre più sostenibile.

Redazione Molisenews24
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