“Il disegno di legge del Governo Meloni sulla riforma del Servizio sanitario nazionale non corregge queste ingiustizie: le rende strutturali”, aggiunge. “Si introducono Ospedali di “terzo livello” e “ospedali elettivi” senza pronto soccorso, mentre le cosiddette Case della Salute diventano lo strumento per cancellare anche gli ultimi presìdi territoriali, dalle Guardie Mediche all’unico ospedale di area disagiata come quello di Agnone. È una strategia chiara: usare parole nuove per giustificare vecchi tagli. Così si smantella, pezzo dopo pezzo, la legge 833 del 1978 e si distrugge l’idea di sanità pubblica, universale e uguale per tutti”.
Paglione evidenzia che “chi vive nelle aree interne e montane viene deliberatamente trasformato in un cittadino di serie B, costretto a scegliere tra rinunciare alle cure o spostarsi per decine e decine di chilometri. Ma la piazza di Isernia, grazie al coraggio del sindaco Piero Castrataro, ha dimostrato che questa comunità non è disposta a subire in silenzio. Migliaia di cittadini hanno detto chiaramente che non accetteranno più decisioni calate dall’alto, né lo smantellamento dei servizi essenziali. Per questo diciamo con forza che non accetteremo altri tagli, né la chiusura degli ultimi presìdi territoriali, né lo svuotamento degli ospedali pubblici. Difendere il diritto alla salute non è una concessione: è un dovere costituzionale. E questa battaglia non si fermerà qui”, conclude Paglione.
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