Pericoli per l’orso nel Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise: il Wwf sollecita gli Enti

orsa con piccoli

ISERNIA – Individuate 37 strutture potenzialmente pericolose per l’Orso bruno marsicano in 16 Comuni del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm): si tratta di vasche, pozzi e serbatoi censiti dal Servizio di sorveglianza nell’area del Parco e nella Zona di Protezione Esterna. Un controllo necessario dopo che, nel novembre 2018, un’orsa e due cuccioli erano annegati in una vasca di raccolta dell’acqua piovana a Villavallelonga: nel 2010 vi erano già morti altri due orsi. Oggi la popolazione residua di orso nell’Italia centrale conta solo 50-55 individui. Il Wwf esprime soddisfazione per la conclusione di questa operazione preliminare, ma sottolinea la necessità di interventi celeri per mettere in sicurezza tutti i siti potenzialmente pericolosi.

Il Wwf, dopo il tragico episodio del novembre 2018, aveva coinvolto tutti i prefetti dell’area interessata dalla presenza dell’orso, chiedendo un intervento immediato, tenuto conto che le strutture non rappresentano un rischio solo per la fauna selvatica, ma anche un pericolo per l’incolumità pubblica. Per questo il Wwf invierà lettere di sollecito alle Amministrazioni comunali nei cui territori ricadono le strutture a rischio, chiedendo un intervento veloce, efficace e duraturo.

“Appena le condizioni meteo ce lo hanno consentito, ci siamo attivati per le necessarie verifiche e ora siamo in grado di partire con i lavori- dichiara Sefora Inzaghi, direttrice dell’Oasi Wwf Gole del sagittario – Dobbiamo essere consapevoli che per garantire un futuro all’Orso bruno marsicano occorre eliminare le potenziali minacce nell’areale di attuale presenza e di espansione del plantigrado più raro del Pianeta”. A luglio e agosto il Wwf ha organizzato quattro campi di volontariato nel territorio del Parco finalizzati ad azioni concrete sul campo e di sensibilizzazione.