Personale di arte contemporanea di Roberto Franchitti a Isernia

64

mostra franchitti l'altro a Isernia

ISERNIA – Lo Spazio Arte Petrecca presenta, con il patrocinio del Comune di Isernia, “Franchitti l’Altro“, Personale di arte contemporanea di Roberto Franchitti a cura di Carmen D’Antonino. Oggi pomeriggio, mercoledì 18 dicembre alle 18 l’inaugurazione. La stessa resterà aperta fino al prossimo 8 gennaio, ingresso gratuito

[…] Uno di quegli artisti che possiamo definire contemporaneo ma allo stesso tempo ancorato alle sue radici è l’architetto Roberto Franchitti. In questa esposizione ‘Franchitti, L’altro,’ le sue opere sono un vero e proprio design concettuale, che danno vita a nobili astrazioni. […] Il titolo della mostra ha una doppia valenza simbolica, e, come afferma l’artista stesso: ”L’altro”, è quel Franchitti che si rivela al termine di un percorso tracciato all’insegna della creatività”. Ma tra le due personalità c’è un filo continuo; la scoperta della differenza tra abitare e ripararsi e quella tra esistere ed essere. È un filo sottile che unisce e stringe indissolubilmente l’interpretazione di una vita i cui valori spingono l’uomo a non subire gli avvenimenti ma a plasmarli affinché la traccia dell’esistenza non scompaia con il corpo ma sopravviva con lo spirito […].

Carmen D’ Antonino

[…] Quello che mi ha colpito imbattendomi nell’amico Roberto Franchitti è stato proprio il suo modo di “stare al mondo”, di rapportarsi con gli altri forse anche alla ricerca di sé stesso. Uomo di gusto, avvezzo all’equilibrio tra il minimalismo e l’horror vacui riempie di sé gli spazi che abita con elementi caratterizzanti le sue passioni, con l’attenzione del collezionista, l’estro dell’artista e la sintesi estetica dell’architetto. […] I lavori di Franchitti, nella maggior parte assemblaggi di materiali diversi per natura e destinazione hanno una marcata natura simbolica, talvolta ai limiti dell’esoterismo, sono la materializzazione di un concetto profondo in cui l’effetto finale induce l’osservatore a scoprirne il senso, l’essenza ontologica in essi percepita ma non rivelata. L’artista ci racconta di sé tramite le sue maschere, i residui della civiltà contemporanea come segni di un progresso che è stato origine e forse la fine del tutto […].

Gennaro Petrecca