Pesca irregolare di vongole, scatta anche a Termoli l’operazione “Safe Clam”

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TERMOLI – La Direzione Marittima di Pescara ha pianificato e conseguentemente coordinato un’operazione complessa di polizia marittima sulla filiera della pesca, denominata “Safe Clam”, in ottemperanza al Piano di Controllo Nazionale della Pesca.

All’operazione hanno preso parte le Capitanerie di porto di Pescara, Ortona e Termoli, gli Uffici Circondariali Marittimi di Vasto e Giulianova, con i dipendenti Uffici minori. L’operazione ha, inoltre, visto l’impiego degli elicotteri del 3° Nucleo Aereo Guardia Costiera di Pescara, che hanno consentito un mirato e speditivo monitoraggio dall’alto dei pescherecci impegnati nell’attività di pesca.

L’obiettivo primario è stato il controllo sulla cattura dei molluschi bivalvi con specifico riferimento agli stock della Vongola Venus spp. (Chamelea Gallina). La cattura di tale specie ittica, infatti, è sottoposta al rispetto di una rigida normativa in materia, per ciò che concerne le zone in cui tale attività è consentita, le attrezzature autorizzate, le quantità giornaliere e le modalità di controllo, confezionamento e vendita.

I molluschi bivalvi devono avere una serie di requisiti igienico-sanitari per essere avviati al consumo umano diretto e le aree di raccolta vengono attentamente selezionate e classificate in base alle caratteristiche microbiologiche, chimiche, fisiche e tossicologiche. I molluschi, poiché vivono sul sedimento sabbioso e si nutrono filtrando l’acqua, possono essere consumati direttamente senza bisogno di processi di risanamento solo se pescati nelle zone classificate A per qualità delle acque; nelle zone B richiedono la depurazione prima della vendita; nelle zone C devono sostare per almeno due mesi nelle acque classificate A.

I controlli sono stati espletati sia in mare, con particolare attenzione ai motopesca che effettuano – o che potrebbero effettuare – catture di tale specie, sia a terra focalizzandosi sull’intera filiera della pesca, dallo sbarco nei porti, ai punti vendita per la commercializzazione (mercati ittici, grande distribuzione, pescherie, venditori ambulanti, piattaforme di stoccaggio del prodotto congelato, punti vendita all’ingrosso), fino alla ristorazione.

La maggior parte delle violazioni accertate hanno riguardato l’inosservanza delle norme relative alla tracciabilità, etichettatura, nonché il superamento dei limiti di cattura giornalieri stabiliti dai vari consorzi di gestione per ogni singola unità.

In particolare su un totale di 131 controlli sono stati elevati 21 verbali con la conseguente comminazione di multe per € 46.000. Sono stati effettuali, inoltre 17 sequestri, per un totale di 600 kg di prodotto ittico.

I controlli, che continueranno e verranno intensificati durante le prossime festività natalizie e di fine anno, sono stati effettuati da personale di comprovata esperienza nell’ambito dei controlli sulla filiera della pesca e in possesso della qualifica di “Ispettore Pesca”.

Dalla Direzione Marittima ricordano “di verificare sempre ciò che si acquista. I molluschi bivalvi, in particolare, non vanno mai acquistati sfusi, ma sempre confezionati in sacchetti, in quanto il prodotto è sottoposto ad una specifica normativa sanitaria che in alcuni casi prevede, in relazione alle aree di raccolta, un trattamento di purificazione o di stabulazione prima del consumo. Sull’etichetta devono essere riportati per legge i dati relativi alla data di pesca e di scadenza. Pertanto, ogni altra modalità di vendita, oltre che essere vietata, espone, il più delle volte, il consumatore a rischi per la propria salute”.