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Prandini confermato presidente di Coldiretti, Papa: “Buon lavoro”

Claudio Papa

CAMPOBASSO – Ettore Prandini è stato confermato Presidente nazionale di Coldiretti. Lombardo, 51 anni e padre di tre figli, Prandini è stato rieletto all’unanimità dall’Assemblea dei delegati giunti da tutte le regioni, in rappresentanza di oltre 1,5 milioni di soci, riunita a Palazzo Rospigliosi a Roma, sede della principale Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo. Contestualmente è stata anche nominata la nuova Giunta Confederale composta dai tre vicepresidenti Nicola Bertinelli, David Granieri e Gennarino Masiello oltre che da Franco Aceto, Gianluca Barbacovi, Cristina Brizzolari, Dominga Cotarella e Francesco Ferreri.

Per il Molise erano presenti all’Assemblea: il Presidente Regionale, Claudio Papa, il Presidente provinciale di Campobasso, Giacinto Ricciuto, il Presidente provinciale di Isernia, Mario Di Geronimo, e il Direttore regionale Aniello Ascolese. Laureato in giurisprudenza, Prandini guida un’azienda zootecnica con bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana; ha guidato la Coldiretti Brescia e la Coldiretti Lombardia e ricopre anche le cariche di presidente nazionale di Uecoop, della Fondazione Campagna Amica e dell’Osservatorio sulla criminalità nell’Agricoltura e sul sistema agroalimentare. Prandini è al timone di una Organizzazione in crescita che ha esteso la propria rappresentanza dalle imprese singole alle cooperative, dal settore agricolo a quello della pesca, dall’agricoltura tradizionale alla filiera agroalimentare con la Fondazione Campagna Amica della quale fanno parte quasi ventimila punti tra fattorie, mercati, agriturismi, botteghe, ristoranti e orti urbani, la più grande rete a km zero a livello europeo.

Una forza sociale che ha cultura di governo senza per questo essere legata ad alcun partito politico. La sua diffusione è capillare su tutto il territorio nazionale: 20 federazioni regionali, 95 federazioni interprovinciali e provinciali, 845 Uffici di Zona e 3729 sezioni comunali. In pratica, è presente in quasi un comune su due lungo tutto il Paese. Con il nuovo ruolo di sindacato imprenditoriale di filiera e l’ingresso come aziende associate di big del settore agroalimentare e la promozione di un sistema capillare di servizi con Consorzi Agrari d’Italia (CAI) e Bonifiche Ferraresi (BF), Coldiretti ha promosso inoltre Filiera Italia, che per la prima volta vede l’agricoltura e l’industria alimentare italiana d’eccellenza insieme per difendere, sostenere e valorizzare il Made in Italy.

L’obiettivo fissato da Prandini per i prossimi cinque anni, con l’impegno a raggiungere 100 miliardi di valore dell’export agroalimentare, anche con la spinta della candidatura della cucina italiana a patrimonio immateriale dell’Unesco e la lotta al falso Made in Italy sulle tavole mondiali, è sostenere la competitività delle imprese agricole e della pesca per garantire la sovranità alimentare del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero, promuovendo filiere produttive 100% Made in Italy con l’innovazione e la sostenibilità economica ed ambientale”.

Perfettamente in linea con gli obiettivi fissati dal Presidente nazionale, il Presidente regionale Claudio Papa, ha augurato buon lavoro ad Ettore Prandini, ponendo l’accento, come evidenziato dallo stesso leader nazionale, sull’importanza di investire in infrastrutture. Una tematica, questa, particolarmente sentita dal Molise che soffre di una forte carenza di vie di comunicazione viarie ma anche di una rete Internet efficiente, indispensabili per il rilancio del settore agricolo, agroalimentare e zootecnico regionale.

Il Presidente, ha inoltre sottolineato l’importanza di “far fronte agli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici, attraverso un’azione a favore della transizione ecologica con investimenti che vanno dal verde urbano alle agroenergie ma anche un piano invasi per garantire acqua a cittadini e imprese e lo sviluppo dell’agricoltura 4.0 con strumenti come droni, robot e satelliti che rappresentano oggi un giro d’affari di più di 2 miliardi di euro, con un incremento del 2300% nel giro di appena cinque anni. Sul fronte dell’innovazione occorre inoltre lavorare anche alla nuova genetica green no ogm per ridurre i costi delle imprese ed aumentare il reddito. In tale ottica lanceremo nel 2024 i primi campi sperimentali in Italia sulle Tea, le Tecniche di evoluzione assistita”.

Prandini ha poi affrontato anche il delicato tema della cementificazione e dell’abbandono dei terreni, considerando che l’Italia ha perso quasi 1/3 (30%) dei terreni agricoli nell’ultimo mezzo secolo, con la superficie agricola utilizzabile che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari, sottolineando anche gli effetti sulla tenuta idrogeologica del territorio e sul deficit produttivo del Paese e la dipendenza agroalimentare dall’estero. Occorre per questo accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio.

“Nei prossimi 5 anni crescerà anche la nostra azione in Europa – ha concluso Prandini – dove si decidono i destini della nostra agricoltura e dove l’Italia, che è leader mondiale nella qualità e nella sicurezza alimentare, ha il dovere di svolgere un ruolo di apripista nelle politiche agroalimentari, nell’interesse delle imprese e dei cittadini. Ma resteremo fortemente ancorati ai territori dove le Regioni sono interlocutori privilegiati delle politiche comunitarie”.

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