Così il sindaco di Capracotta, Candido Paglione. “L’attrattività di un ospedale non è una variabile naturale né un destino inevitabile: è il risultato diretto delle decisioni assunte da chi lo amministra. Se oggi l’Ospedale di Isernia è in difficoltà, ciò è conseguenza di precise responsabilità dirigenziali e politiche, non certo della città o dei suoi cittadini. Il Veneziale non è un ospedale di serie B né può essere trattato come un presidio sacrificabile. È un ospedale provinciale che serve un’area vasta, fragile e montana, dove il diritto alla salute non può essere subordinato a logiche ragionieristiche o a comode giustificazioni burocratiche”, aggiunge Paglione.
“Sostenere l’azione del sindaco di Isernia significa difendere il diritto alle cure di migliaia di cittadini. Chiediamo con forza alla Regione Molise e alla dirigenza Asrem di interrompere immediatamente questo pericoloso scaricabarile e di assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie scelte, invertendo la rotta con atti concreti: assunzioni, investimenti, potenziamento dei servizi e rispetto del ruolo dell’ospedale provinciale. Ogni ulteriore tentativo di ridimensionamento rappresenterebbe un colpo durissimo non solo alla sanità pubblica, ma alla credibilità delle istituzioni. Su questo tema non sono più tollerabili silenzi, ambiguità o rinvii. La difesa dell’ospedale di Isernia è una battaglia di civiltà. E come tale va combattuta, senza alibi e senza compromessi”, conclude il sindaco di Capracotta.
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