Ricatto al governatore Frattura, l’avvocato Franco annuncia: “Faremo appello”

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fratturaCAMPOBASSO – “Il gup di Bari, Antonio Diella, ha assolto ‘perché il fatto non sussiste’ il magistrato Fabio Papa e la giornalista Manuela Petescia, perché le prove non superano il ragionevole dubbio”. Così Marco Franco, legale del presidente delle Regione, citando alcuni passaggi delle motivazioni della sentenza e annunciando ricorso in appello.

“Le sentenze non si commentano, ma si impugnano – spiega in una nota – In questo caso le motivazioni non ci convincono affatto e saranno quindi sottoposte al vaglio di un Giudice superiore. Mi preme sottolineare che il giudice non ha espresso alcuna valutazione di calunniosità sulle dichiarazioni del presidente Paolo di Laura Frattura”. In merito alla vicenda, Frattura è stato successivamente indagato per calunnia.

Il commento del legale di Manuela Petescia

“Nelle motivazioni viene spiegato perfettamente come gli accusatori non erano credibili. Sono molto soddisfatto e non avevo alcun dubbio sul contenuto, un contenuto di grande spessore e grande scienza giuridica”: così l’avvocato Arturo Messere, difensore della giornalista Manuela Petescia, commenta le motivazioni della sentenza di Bari per la vicenda del presunto ricatto al governatore del Molise.

“Voglio solo ricordare – aggiunge – che il proscioglimento è per il primo comma dell’articolo 530 e non per il secondo, dunque con formula piena. Qui c’è qualcuno che ha perso i piccioni e ora va cercando le penne”.

Manuela Petescia e Fabio Papa assolti: le motivazioni

“Il quadro probatorio fornito dall’accusa in ordine all’effettuazione della cena e conseguentemente sulla sussistenza dei fatti delittuosi descritti non consente affatto di affermare che la cena vi sia stata”. È quanto scrive il giudice di Bari Antonio Diella nelle motivazioni della sentenza che lo scorso 4 maggio ha portato all’assoluzione della giornalista Manuela Petescia e del magistrato Fabio Papa, finiti sotto processo per la vicenda del presunto ricatto al governatore Frattura.

In 161 pagine depositate il giudice ricostruisce in ogni dettaglio le varie fasi del processo, svoltosi con il rito abbreviato. “Le inverosimiglianze – afferma Diella – le contraddizioni, la mancanza di precisione cronologica, la tardività ingiustificata della denuncia, la genericità o neutralità degli elementi di riscontro e gli elementi in contrasto provenienti dai tabulati telefonici, dalla consulenza tecnica e dagli elementi offerti dalla Petescia rendono il dato accusatorio privo di credibilità”.