San Giuliano, Lallitto: “Siamo richiamati al dovere di riconoscere le nostre responsabilità”

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CASACALENDA – “Ogni molisano sa esattamente dov’era il 31 ottobre 2002. Ciascuno di noi ricorda la paura e lo smarrimento di quel giorno e di quelli a seguire. E tutti abbiamo impressa nella mente l’immagine del tetto della scuola di San Giuliano. Cemento, ferro, tegole, incompetenza e superficialità, tutto collassato sull’innocenza e sui sorrisi sereni dei bambini, nel luogo che sarebbe dovuto essere, per loro, quello “più sicuro”. Quella scuola, che avrebbe dovuto dare loro l’incipit della vita, che avrebbe insegnato loro i primi rudimenti delle scienze, della lettura, della matematica e delle difficoltà della vita, è diventata la loro pietra tombale, mettendo fine ai loro desideri, sogni e al futuro di troppe famiglie”.

Così la sindaca di Casacalenda, Sabrina Lallitto, nel ventennale del terremoto di San Giuliano di Puglia. “Abbiamo cercato i responsabili, li abbiamo condannati e puniti, come se questo potesse alleggerire il cuore e l’animo. Ma il dolore non passa. A vent’anni dal terremoto del Molise, quel dolore si rinnova. Il silenzio resta l’unica vera partecipazione, il ricordo l’unico monito”, aggiunge.

Per Lallitto “siamo richiamati, come amministratori e cittadini, al dovere di riconoscere le nostre responsabilità. Perché tutto non accada ancora, mai più e in nessun luogo, è giusto è doveroso è imprescindibile che si programmi per il futuro con cognizione, competenza, preparazione. Perché le responsabilità di quanto accaduto sono di tutti. Perché il futuro della nostra regione è nelle mani di ciascuno di noi. Un bacio al cielo e un abbraccio alle famiglie, con lo sguardo basso e il lutto nel cuore”.