Sanità, requisiti per apertura ed esercizio attività per soggetti con autismo

19
toma studio
Presidente Toma – Foto Regione Molise

REGIONE – Il presidente della Regione Molise, Donato Toma, in qualità di commissario ad acta alla Sanità, attraverso proprio decreto, ha proceduto a definire i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l’autorizzazione all’apertura e all’esercizio dell’attività sanitaria di strutture deputate alla erogazione di prestazioni sanitarie in favore di soggetti affetti da autismo.

Quattro le tipologie sanitarie previste: Ambulatorio, Riabilitazione domiciliare, Centro diurno, Comunità assistenziale Gli Ambulatori dedicati all’autismo sono strutture sanitarie preposte alla erogazione di interventi abilitativi-riabilitativi svolti in setting assistenziali individuali o di gruppo (2-3 utenti), finalizzati alla presa in carico multidisciplinare delle persone con ASD, tramite progetto riabilitativo individuale.

La Riabilitazione può essere anche domiciliare, esercitabile solo ed esclusivamente da parte di quelle strutture autorizzate all’esercizio dell’attività in ambito ambulatoriale.

I Centri diurni per l’autismo erogano attività abilitative riabilitative e psico-educative per aumentare il grado di indipendenza dei pazienti in età evolutive e dei pazienti adulti con disturbo dello spettro autistico.

La Comunità residenziale per le persone con disturbi dello spettro autistico è una struttura residenziale destinata a soggetti di età compresa dai 18 anni in su, nella fattispecie con disturbo autistico in situazioni particolari e con gravi disturbi della comunicazione e della relazione. Offre una soluzione abitativa idonea ed alternativa al nucleo familiare, duratura o temporanea, nell’ottica dell’intervento alla persona.

L’obiettivo del percorso socio-educativo-riabilitativo è quello di avviare l’utente verso il recupero e la promozione dell’autonomia personale e sociale, di acquisire e mantenere abilità cognitive e relazionali, di garantire una vita quotidiana dignitosa, anche evitando il rischio di ricoveri impropri ospedalieri o di istituzionalizzazioni fuori regione. La Comunità eroga attività di tipo educativo, sociale, riabilitativo, farmacologico e può prevedere un modulo di residenzialità temporanea a breve termine per le situazioni nelle quali si rilevi la necessità di una temporanea permanenza in un contesto così strutturato, ma anche un modulo di residenzialità a medio-lungo termine.