
Manolo, detenuto della Casa Circondariale di Rieti, vince la nona edizione di Scrittodicuore con una lettera‑ninna nanna dedicata al figlio
CAMPOBASSO – Una ninna nanna che attraversa le sbarre, supera la distanza e diventa voce, carezza, memoria. È la lettera di Manolo, detenuto della Casa Circondariale di Rieti, a vincere la nona edizione di Scrittodicuore, il concorso nazionale di scrittura rivolto ai detenuti degli istituti penitenziari italiani. La premiazione si è svolta il 10 giugno nella sala teatro della Casa Circondariale di Campobasso, alla presenza di istituzioni, operatori, giurie e partecipanti del Laboratorio di lettura attivo all’interno dell’istituto.
Scrittodicuore, promosso dal Comune di Campobasso e dall’Unione Lettori Italiani con la direzione artistica di Brunella Santoli, si conferma un progetto culturale e sociale di grande valore, capace di offrire ai detenuti uno spazio di espressione autentica e di confronto con sé stessi e con gli altri. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione della Direzione della Casa Circondariale di Campobasso e il patrocinio della Provincia di Campobasso nell’ambito di Ti racconto un libro.
La lettera vincitrice: una ninna nanna che chiede perdono
Il testo di Manolo è una ninna nanna struggente rivolta al figlio, un canto intimo che racconta l’assenza, il rimpianto e il bisogno di perdono. La scrittura diventa un gesto di cura, un tentativo di colmare la distanza e di restituire dignità a un legame ferito. Una lettera che unisce dolcezza e dolore, trasformando l’esperienza personale in una riflessione universale sull’amore e sulla fragilità umana.
Secondo posto: Roberto, Casa di Reclusione di Torino
La lettera di Roberto conquista il secondo posto con un racconto intenso, sospeso tra fragilità e determinazione. L’autore riflette sul cambiamento, sui legami familiari e sulla volontà di affrontare i propri errori. Una narrazione sincera che invita a interrogarsi sul valore delle seconde possibilità.
Terzo posto: Giacomo, Casa Circondariale di Benevento
Il terzo premio va a Giacomo, che affronta temi profondi come colpa, libertà e redenzione. La sua lettera, ricca di richiami letterari e interrogativi esistenziali, si configura come un percorso di consapevolezza interiore, in cui la detenzione diventa occasione di trasformazione.
Le segnalazioni delle giurie
La Giuria tecnica ha voluto segnalare la lettera di Giovanni, detenuto della Casa Circondariale di Campobasso: un testo breve ma incisivo, che racconta la vulnerabilità dell’esperienza carceraria attraverso l’immagine di un sorriso forzato, maschera necessaria per resistere.
La Giuria Giovani ha invece premiato la lettera di Cosimo, ospite della Casa di Reclusione di Foggia. Il ricordo di una giornata di pesca diventa metafora della libertà perduta, con un finale che ribalta la prospettiva e amplifica il valore simbolico del racconto.
Una cerimonia di ascolto e condivisione
La premiazione del 10 giugno è stata un momento di forte partecipazione emotiva. Le lettere finaliste, lette ad alta voce, hanno restituito storie, emozioni e percorsi di vita che la scrittura ha trasformato in dialogo. Un’occasione per ricordare che anche dietro le mura di un carcere esistono voci, desideri, fragilità e possibilità di cambiamento.
Dal 2023 Scrittodicuore è dedicato alla memoria dello scrittore Pino Roveredo, figura centrale della letteratura italiana contemporanea e storico componente della Giuria tecnica. Un’eredità che continua a vivere attraverso le parole dei detenuti.
Durante la cerimonia è stato presentato anche il bando della decima edizione, confermando la volontà di proseguire un percorso che mette al centro la dignità della persona e il potere trasformativo della scrittura.









