Sospetta intossicazione alimentare, dolore e rabbia a Pietracatella: “Non si può morire così”

paesaggio pietracatella
paesaggio Pietracatella – Credito di Michele Pasquale per Giornate FAI

CAMPOBASSO – Dolore, ma anche rabbia, tanta rabbia e poca voglia di parlare da parte della comunità di Pietracatella per la tragedia che ha colpito la famiglia Di Vita. Chi lo ha fatto, ha puntato il dito su chi ha effettuato i primi controlli sulle condizioni di salute della ragazza e della mamma che avevano già effettuato un precedente accesso al Pronto soccorso, dove non sarebbero state riscontate condizioni allarmanti. “Questa è la realtà molisana – le parole di un cittadino – I tre-quattro ospedali che abbiano messi insieme non ne valgono uno buono. Io so che sono venuti qui tre volte e i medici non ci hanno capito niente. Penso che una ragazza di 15 anni e una mamma di 50 non possano morire qui in dodici ore”.

Oggi in tanti si sono recati all’ospedale Cardarelli di Campobasso per testimoniare la loro vicinanza, mentre nel pomeriggio è arrivato anche il parroco del paese. Nei loro volti si leggeva tutto il dolore per quanto accaduto e, allo stesso tempo, speranza per le sorti del capofamiglia, Gianni Di Vita, trasferito nel pomeriggio in ambulanza dal reparto di rianimazione del nosocomio molisano allo Spallanzani di Roma. Da quanto si apprende da fonti ospedaliere, le sue condizioni sono stazionarie, ma è necessario tenerle costantemente sotto osservazione, per questo è stato deciso il trasferimento in una struttura specializzata.