
Neutralità tecnologica, sostegno alla filiera, aiuti di Stato flessibili e una politica di coesione forte nella programmazione 2028‑2034
BRUXELLES – Le Regioni italiane dell’automotive hanno partecipato a una missione istituzionale nella capitale europea, organizzata dalla Conferenza delle Regioni nell’ambito della Commissione Attività Produttive, coordinata dall’assessore marchigiano Giacomo Bugaro. Una giornata dedicata al confronto con le Istituzioni UE sul pacchetto automotive e sulle prospettive di sviluppo della filiera, strategica per l’economia nazionale ed europea.
Le delegazioni regionali hanno incontrato il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la vicepresidente Antonella Sberna, oltre ai deputati responsabili dei dossier automotive. Presenti i rappresentanti di Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte e Puglia, insieme ai delegati di Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Veneto.
Nel corso della mattinata, le Regioni hanno portato alla Commissione europea e alla Rappresentanza Permanente d’Italia le istanze dei territori, presentando un documento congiunto con proposte chiare e concrete. La posizione condivisa parte da un principio: la transizione verso una mobilità sostenibile deve essere accompagnata da una politica industriale europea forte, capace di preservare competitività, investimenti e capacità produttiva.
Neutralità tecnologica come principio guida
Le Regioni chiedono un quadro regolatorio stabile e fondato sulla neutralità tecnologica, evitando scelte troppo rigide che rischiano di penalizzare la componentistica e favorire delocalizzazioni. La trasformazione della mobilità, sostengono, non può dipendere da un’unica tecnologia.
Tra le priorità indicate:
- sostegno a investimenti, innovazione e riconversione industriale;
- accompagnamento della trasformazione delle PMI della componentistica;
- un quadro europeo di aiuti di Stato ampio e flessibile;
- introduzione della nuova categoria di veicoli alimentati da carburanti neutri (VEEF);
- revisione degli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni, con proroga delle scadenze 2029 e 2032;
- adeguamento della disciplina sugli aiuti di Stato con un regime specifico per progetti ad alta intensità tecnologica.
L’obiettivo non è rallentare la transizione, ma renderla sostenibile industrialmente, socialmente ed economicamente, tutelando imprese, indotto e occupazione.
Programmazione europea 2028‑2034
Le Regioni chiedono che nella futura programmazione europea venga riconosciuto all’automotive il ruolo di filiera industriale strategica, con uno strumento finanziario dedicato e accessibile anche a territori e PMI. Una politica di coesione forte, con risorse adeguate e flessibilità, è considerata indispensabile per sostenere innovazione, competitività e trasformazione industriale.
La posizione delle Regioni è netta: la transizione deve accompagnare il cambiamento, non generare desertificazione industriale. Difendere posti di lavoro, competenze e investimenti significa rafforzare la capacità dell’Europa di produrre, innovare e competere nel nuovo scenario globale.









