Costi del consiglio comunale a Campobasso: ecco i dati

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Il sindaco Gravina fa chiarezza commentando i dati sulle cosiddette “spese della politica” sostenute negli ultimi anni

CAMPOBASSO – “Se alcune notizie che vengono date servono per meglio fare chiarezza su quanto quest’Amministrazione sta compiendo, allora ben vengano e ne prendiamo spunto per rendere note le spese della politica che il Comune di Campobasso ha sostenuto non solo nell’ultimo anno (fino ad agosto), ma sin dal 2015, confrontando anche, nello specifico, quelle risultate al termine del 2018, ultimo anno completo di gestione della scorsa Amministrazione a cui poter fare riferimento, con quelle del 2020”.

Con questo commento, il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina, ha voluto accompagnare la diffusione delle tabelle contenenti le cosiddette “spese della politica” sostenute dal Comune di Campobasso negli ultimi anni.

“Le tabelle ed i numeri in esse contenute hanno un pregio: esprimono delle cifre e sono facilmente comprensibili. E si sa, i numeri sono numeri. Da queste tabelle una cosa di certo la si evince chiaramente, – ha aggiunto Gravina – ovvero che quest’Amministrazione è ben lontana dall’aver contribuito all’aumento dei costi della politica; sia per quel che riguarda le indennità complessive di Sindaco e Giunta, sia per l’indennità del Presidente del Consiglio, sia per i gettoni di presenza per i consiglieri facenti parte del Consiglio Comunale, e sia infine per i gettoni di presenza per le attività dei consiglieri nelle Commissioni Consiliari”.

“Leggendo i dati, le somme e le specifiche, si potrebbe dire tanto, io mi limito a dire che il totale delle spese più basso è proprio quello relativo al nostro mandato. Senza se e senza ma. Anche al netto del periodo legato al Covid ed alla sospensione delle attività consiliari.

È stato però obiettato che gli assessori guadagnano di più che in precedenza. I nostri assessori sono 5 e ognuno di loro ha più deleghe e settori su cui lavorare rispetto al passato. Un passato nel quale si è dovuti arrivare ad affidare 9 deleghe per via delle numerose “anime” della maggioranza; 9 deleghe, ripeto. E con il risultato di aumentare considerevolmente i costi complessivi. Altro che taglio dell’amministrazione precedente.

Ma ripeto, nonostante questo, le indennità complessive di sindaco e giunta, sono nettamente inferiori rispetto agli anni passati. Per non parlare dei costi delle commissioni consiliari, drasticamente ridotti per il venir meno dei tanti capigruppo, soprattutto monocellulari, creati ad arte per garantire un certo numero di gettoni di presenza e per il venir meno delle commissioni convocate solo per maturare gettoni.

Non mi dilungo oltre perché credo che i ragionamenti e le opinioni personali, così come le contrapposizioni politiche, abbiano sempre un senso e un valore.

Un valore che però andrebbe sempre messo in diretta correlazione con la verità altrimenti cade ogni presupposto di confronto democratico, sui social come nella vita reale.

Infine, legare questa vicenda alla questione referendum, – ha detto in conclusione Gravina – come qualcuno già sta provando a fare, è davvero fuori dalla realtà. Parlare di “nuova casta” per le amministrazioni locali – e di quella Gravina soltanto – non solo non è una notizia, ma è una vera e propria sciocchezza”.