Diritti degli anziani, Natilli: la Carta di Napoli cambia il paradigma

Il presidente 50&Più Molise Natilli: la Carta di Napoli segna una svolta culturale contro l’ageismo e per una narrazione rispettosa degli anziani

michele natilli e carlo sangalliLa riflessione sui diritti delle persone anziane torna al centro del dibattito pubblico grazie all’intervento di Michele Natilli, presidente di 50&Più Molise, che definisce la Carta di Napoli un vero punto di svolta nella battaglia culturale contro l’ageismo.

Le celebrazioni per gli 80 anni di Confcommercio, lo scorso ottobre, hanno già posto l’accento sul valore sociale degli anziani, protagonisti anche attraverso la premiazione dei Maestri del Commercio. Una scelta che, sottolinea Natilli, ribadisce la necessità di difendere e valorizzare chi ha contribuito alla crescita del Paese, in una società che corre sempre più veloce rischiando di smarrire il senso della propria identità.

La Carta di Napoli, firmata a gennaio tra 50&Più e l’Ordine dei Giornalisti della Campania, impegna i professionisti dell’informazione ad adottare un approccio etico e responsabile nel trattare il tema dell’età, evitando rappresentazioni stereotipate e promuovendo narrazioni inclusive e rispettose. Un documento che, nelle parole di Natilli, rappresenta «un importante successo» e un tassello fondamentale per contrastare una discriminazione ancora troppo diffusa.

Il tema è al centro anche delle iniziative promosse dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che da tempo richiama l’attenzione sui danni dell’ageismo e sulla necessità di un cambiamento culturale profondo. In questa direzione si muove l’impegno di 50&Più, attiva in tutta Italia con incontri, campagne e momenti di sensibilizzazione.

Un riferimento essenziale è il Manifesto Fiapa, che invita a considerare la vecchiaia come una fase naturale della vita, non come un limite o un incidente. «La battaglia è innanzitutto culturale – osserva Natilli – e riguarda tutti noi, soprattutto le nuove generazioni. Dobbiamo decidere quale modello di società vogliamo costruire per garantire una piena integrazione delle persone anziane».

Un messaggio chiaro, che punta a ribaltare la narrazione dominante e a restituire dignità, valore e centralità a una parte fondamentale della comunità.