Esperti e associazioni nazionali si mobilitano per salvare l’orso marsicano dal progetto Enel

COLLI AL VOLTURNO – Dieci gruppi di camminatori, decine di associazioni, esperti di rilievo nazionale e due Parchi Nazionali uniti da un obiettivo comune: difendere il futuro dell’orso bruno marsicano e dei corridoi ecologici dell’Appennino centrale, messi a rischio dal progetto della centrale di pompaggio Enel “Pizzone II”. È questo il cuore dell’iniziativa “I corridoi dell’orso: da due Parchi un cammino comune”, in programma sabato 3 gennaio a Colli al Volturno, promossa dal Coordinamento No Pizzone II.

L’iniziativa nasce per evidenziare come la realizzazione della nuova centrale di pompaggio Pizzone II avrebbe ricadute negative non solo nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) – il più antico d’Italia – ma anche nel nuovo Parco Nazionale del Matese, il più giovane del Paese. L’impianto, che lo ricordiamo prevede km di grandi gallerie scavate nella roccia, enormi cantieri, notevoli variazioni quotidiane del livello di due laghi, è infatti previsto all’inizio di importanti corridoi di espansione della fauna, in particolare dell’orso marsicano, una sottospecie unica al mondo, ultra protetta e ridotta oggi a soli circa 50 esemplari.

Secondo il mondo scientifico, per garantire un futuro all’orso marsicano sono urgenti sforzi concreti per mitigare le minacce esistenti, favorire l’incremento numerico, permettere l’espansione spaziale della popolazione verso altre aree idonee dell’Appennino centro-meridionale, come il Matese. L’interruzione dei corridoi ecologici metterebbe a rischio definitivo questo processo. Il progetto Pizzone II solleva inoltre una questione di portata nazionale: una centrale industriale autorizzata dentro un Parco Nazionale costituirebbe un precedente pericoloso, aprendo la strada ad altri interventi simili in aree protette di tutta Italia. Una scelta che rischierebbe di compromettere il ruolo stesso dei Parchi come strumenti di tutela della biodiversità, del paesaggio e di sviluppo sostenibile.

Accanto agli approfondimenti scientifici e ambientali, il convegno dedicherà alcuni contributi anche al tema delle prospettive di sviluppo sostenibile per i territori dei due Parchi. In particolare, verranno presentate esperienze e strumenti concreti, come quello delle cooperative di comunità, che in diversi contesti appenninici stanno contribuendo a valorizzare il paesaggio, il patrimonio naturale e culturale e alcune strutture oggi inutilizzate, generando opportunità occupazionali limitate ma reali. Si tratta di esempi che offrono uno spunto di riflessione su modelli di sviluppo compatibili con le aree protette, in alternativa alla logica delle grandi opere, che promettono ricadute occupazionali temporanee, a fronte di impatti ambientali permanenti.