Gamification al Pertini di Campobasso per imparare l’inglese e riflettere sull’ambiente

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officina d'autore pertini

CAMPOBASSO – Si chiama gamification (traducibile in italiano come “ludicizzazione”) ed esprime l’utilizzo di elementi mutuati dai giochi e dalle tecniche di game design in contesti non ludici. Una tecnica approdata anche a scuola per coinvolgere gli studenti a provare più divertimento e partecipazione nelle attività di apprendimento attraverso il gioco.

L’innovativa strategia di insegnamento che prende spunto dal videogioco e che ha permesso ai partecipanti di ragionare diversamente, uscire dagli schemi e stimolare la creatività è stata adottata con profitto dagli studenti della classe 4E del Biotecnologico, Indirizzo Ambiente, dell’Istituto di Istruzione Superiore “Pertini-Montini-Cuoco” di Campobasso.

Coordinati dalla Prof.ssa Maria Martino, i ragazzi, mossi dal piacere e dall’esplorazione del gioco, hanno realizzato un interessante lavoro in lingua inglese sul tema dell’inquinamento. Attività dalle quali sono scaturiti prodotti altamente innovativi: un gioco da tavolo che premia i comportamenti virtuosi verso l’ambiente e stigmatizza quelli scorretti, una gara online sotto forma di corsa di cavalli, un’animazione al computer di un simpatico animaletto amico dell’ambiente, cruciverba per esplorare la terminologia del settore, un questionario codificato con l’alfabeto Morse, “memory games” con coppie di carte da abbinare…

“Insomma, lo scopo di imparare in lingua inglese divertendosi è assicurato, così come è garantita la riflessione sulle più attuali tematiche ambientali” ha commentato la coordinatrice. Ha espresso soddisfazione il Dirigente Scolastico dell’I.I.S. “Pertini-Montini-Cuoco” di Campobasso, Prof. Umberto Di Lallo, per il valido lavoro realizzato utilizzando una nuova metodologia di insegnamento, una tecnica immersiva che, sfruttando le tecnologie digitali e stimolando interesse attivo e coinvolgimento, consente di raggiungere obiettivi educativi che parlano un linguaggio al passo con i tempi.

In fondo, come diceva Roger Caillois, capostipite degli studiosi dei giochi, il gioco, che affina e potenzia qualche facoltà fisica o intellettuale, ha lo stesso scopo della didattica: portare a comprendere facilmente qualcosa che in principio era ignoto.