GariwoNetwork, Giardini dei Giusti di Campobasso al 4° incontro

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gariwonetwork 2020

Martedì 24 novembre dalle 16, Mercoledì 25 novembre dalle 16.30 in diretta sulla pagina Facebook di Gariwo per parlare di “Conoscere il mondo, ripensare la memoria”

CAMPOBASSO – Si terrà martedì 24 e mercoledì 25 novembre il quarto incontro internazionale di GariwoNetwork, la rete che unisce tutti i soggetti impegnati in Italia e all’estero nella diffusione del messaggio dei Giusti. Alla luce delle misure di distanziamento fisico imposte dalla pandemia, l’appuntamento annuale si svolgerà online e sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di Gariwo.

L’incontro, intitolato Conoscere il mondo, ripensare la memoria, sarà l’occasione per lanciare la Carta della Memoria (gariwo.net/carte-di-gariwo/carta-della-memoria), la nuova tappa della ricerca di Gariwo sulle cause dei genocidi del passato per affrontare le responsabilità del presente.

All’appuntamento parteciperanno gli ambasciatori di Gariwo, gli insegnanti, i rappresentanti delle amministrazioni locali e delle associazioni, i referenti degli oltre cento Giardini dei Giusti sorti in Italia e nel mondo sull’esempio del Giardino del Monte Stella di Milano, nato nel 2003 su proposta di Gariwo.

Il dibattito sarà diviso in due sessioni, la prima focalizzata sull’attualità internazionale, la seconda dedicata a memoria e totalitarismi.

Martedì 24 novembre dalle ore 16.30, si aprirà Una finestra sul mondo conversando con le giornaliste de Il Foglio Paola Peduzzi, Micol Flammini e Giulia Pompili per mettere in luce come sono cambiati gli assetti politici e i rapporti sociali in aree di grande rilevanza, come Stati Uniti, Cina, Russia e nelle cosiddette democrazie illiberali. Il dibattito sarà introdotto dal presidente di Gariwo Gabriele Nissim.

Mercoledì 25 novembre dalle ore 16, si parlerà di memoria e totalitarismi per individuare quale tipo di memoria sia necessaria di fronte alle sfide attuali e all’emergenza sanitaria e come garantire una costante informazione non solo sulla Shoah e sui genocidi del passato, ma su tutte le atrocità di massa recenti come la persecuzione genocidaria nei confronti dei rohingya in Birmania, degli yazidi in Iraq, degli uiguri in Cina. La discussione sarà animata dalla storica Anna Foa assieme a Francesco Cataluccio, saggista e scrittore, e a Gabriele Nissim.

Saranno analizzati i contenuti della nuova Carta, che individua nella memoria un fondamentale strumento pedagogico: una memoria attiva, capace di mostrare come in ogni situazione sia possibile opporsi al male e scegliere il bene come hanno fatto i Giusti.

“Il percorso iniziato da Gariwo nel 2017 con il lancio della Carta delle responsabilità è continuato fino a oggi con il contributo di tante persone in Italia e in Europa che condividono il nostro impegno – dichiara Gabriele Nissim – Nonostante le difficoltà dovute alla pandemia, abbiamo confermato questo appuntamento annuale per consentire, anche se da remoto, un utile scambio di idee e proposte di fronte alle sfide rese più ardue dal virus”.

La Carta della Memoria è pubblicata sul sito di Gariwo (in quattro lingue) e può essere sottoscritta da chiunque ne condivida i principi, come hanno già fatto numerose personalità della politica, cultura, della scuola, del giornalismo, delle organizzazioni no profit, dello sport e delle arti.

Tra loro, il Presidente della Commissione Esteri della Camera Piero Fassino, gli eurodeputati Brando Benifei, Marco Campomenosi, Dino Giarrusso, Pina Picerno e Patrizia Toia, gli ex sindaci di Milano Gabriele Albertini e Giuliano Pisapia, il presidente della Fondazione Memoriale della Shoah Roberto Jarach, il direttore della Fondazione CDEC Gadi Luzzatto Voghera, il vicepresidente UCEI Giorgio Mortara, il presidente onorario dell’Unione degli Armeni d’Italia Agopik Manoukian, il console onorario d’Armenia in Italia e cofondatore di Gariwo Pietro Kuciukian, la scrittrice Antonia Arslan, il direttore del Centro Milanese di Terapia della Famiglia Pietro Barbetta, professori universitari come Salvatore Natoli e Vittorio Emanuele Parsi, lo storico americano Nathan Stoltzfus, la direttrice del Teatro Franco Parenti Andrée Ruth Shammah, gli attori e registi Moni Ovadia e Claudio Bisio, la presidente di Bene Ruanda Francoise Kankindi, l’imam e mediatore culturale Saifeddine Maaroufi.

“Gariwo propone una memoria attiva e responsabile verso il presente. Si deve riflettere sulla Shoah e chiedersi cosa è stato fatto fino ad ora per impedire altri genocidi passati e recenti e dobbiamo abituare i giovani attraverso la riflessione sulla Shoah a provare empatia e sensibilità nei confronti delle vittime del nostro tempo”, dice ancora Gabriele Nissim. “Si è veramente appresa la lezione di un genocidio quando si sviluppa una sensibilità nei confronti di ogni forma di male estremo che attraversa la nostra epoca”.

In ciascuna sessione della conferenza il pubblico potrà approfondire i temi trattati con domande da rivolgere per iscritto ai relatori, che risponderanno in diretta.

Hanno già confermato la partecipazione all’incontro gli educatori e i referenti dei Giardini realizzati o prossimi all’inaugurazione a Benevento, Bergamo, Campobasso, Carpi, Cimiano, Coldirodi, Duino, Faenza, Fabriano, Fiumicino Maccarese, Fiumeri, Foggia, Fregene, Offida, Opera, Pescara, Pistoia, Rezzato, Roma, San Donato, Spezzano, Taranto, Ventotene, Vercelli.

Dall’estero saranno collegati i referenti di Giardini creati o progettati in Giordania, Israele, Tunisia, Germania, Polonia, Bulgaria, Kurdistan iracheno.

La partecipazione a GariwoNetwork è valida come corso di aggiornamento certificato OPPI per gli insegnanti. Per richiedere la certificazione di 4 ore è necessario partecipare ad entrambe le conferenze esclusivamente attraverso la piattaforma Zoom.

La rete di GariwoNetwork è stata lanciata nel novembre 2017 e oggi conta 127 Giardini in Italia e 13 nel mondo. La loro creazione ha coinvolto enti locali, scuole, associazioni e semplici cittadini. Molti Giardini sono nati in collaborazione con Gariwo, ma sono sempre di più le realtà che nascono spontaneamente ispirandosi all’esperienza del Monte Stella.