La nuova stazione di Xi’An disegnata da due architetti italiani, tra cui una ragazza di Colletorto

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COLLETORTO – Mograph studio si è aggiudicato il primo premio del concorso internazionale di idee Xi’An Train Station, lanciato lo scorso settembre da YAC – Young Architects Competitions e Manni Group, storica realtà industriale veronese del settore siderurgico, orientato alla progettazione di un nuovo terminale ferroviario per la città cinese di Xi’An, estremità orientale della Via della Seta, punto d’incontro fra Oriente e Occidente. I progetti inviati, provenienti da 75 Paesi, sono stati selezionati da una giuria internazionale composta dai più autorevoli nomi dell’architettura contemporanea, tra i quali Patrik Schumacher, Ben van Berkel e Stefano Boeri.

Mograph studio, sul gradino più alto del podio, ha vinto 10.000 € e la Menzione RockWool, sponsor del concorso. Il secondo premio è andato allo studio spagnolo Atelier_62, il terzo allo svizzero DS-WORKS. I progetti selezionati interpretano la millenaria tradizione cinese e il paesaggio circostante con uno sguardo rivolto al futuro e una particolare attenzione alla sostenibilità, ponendo al centro l’utilizzo dell’acciaio, soluzione sempre più attrattiva per il mondo dell’architettura, in grado di fornire un sistema innovativo che coniuga libertà espressiva, design e comfort.

Mograph studio nasce dalla collaborazione di due giovani architetti appena trentenni: Matteo Amicarella, originario di Sulmona (AQ) e Giovanna De Simone, molisana di Colletorto (CB), come naturale evoluzione di una passione per la grafica e la visualizzazione architettonica sbocciata durante gli anni accademici. Creativi e innovativi, appassionati di grafica e modellazione 3D, Amicarella e De Simone hanno fondato Mograph Studio da pochi mesi, lo scorso settembre, ma lavorano già da diversi anni come freelance. “Siamo rimasti affascinati da questa città, dalla commistione che racchiude tra Oriente e Occidente – spiega Giovanna – così abbiamo immaginato una struttura capace di riprendere il paesaggio naturale e le tradizioni del territorio. Il nostro progetto si sviluppa attorno al concetto di anello, simbolo di unione, connessione e di apertura al mondo, alla città antica e a quella del futuro”. Una struttura circolare circonda un enorme giardino tondo, in continuità con il GreenROOF (il tetto erboso) che si sviluppa sinuoso in una serie di cime e valli, riprendendo lo skyline montuoso nella zona di Sichuan, grazie alle quali i visitatori possono affrontare l’edificio su diversi livelli e passeggiare su tutto il perimetro del giardino pensile che si estende sopra i binari.

“Gli edifici sono responsabili di circa il 40% dell’inquinamento atmosferico, ospitano persone che vanno protette, sono spazi pubblici e seppure con molto ritardo è iniziato un percorso irreversibile che porterà a quello che ci piace chiamare “un’edilizia per gli edifici del futuro” – commenta Enrico Frizzera, CEO Manni Group -. Il nostro impegno è nella ricerca di edifici più efficienti energeticamente, più sicuri per il sisma e la resistenza al fuoco, che impieghino materiali più naturali, certificati nel loro impatto ambientale e con attenzione al riciclo e al fine vita. Il Manni Group Design Award è stata l’occasione per riflettere sui metodi innovativi di costruzione come l’offsite e sui concetti di impatto ambientale ed economia circolare, con l’obiettivo di diffondere nel mondo dell’architettura comportamenti e scelte progettuali sostenibili”.