La storia di Alfonso Capretta, ristoratore ed influente personaggio in Ohio

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columbus

FORLI NEL SANNIO (IS) – Alfonso Capretta nacque a Forlì del Sannio (oggi provincia di Isernia) il 15 ottobre del 1875. É assai probabile che le sue origini fossero legate anche al comune di Rionero Sannitico.

Il piccolo paese molisano gli stava stretto e le condizioni economiche della sua famiglia non erano delle migliori. Alfonso decise allora , nel 1896, di emigrare per gli Stati Uniti. Il giovane fece diversi e difficili lavori e, per qualche tempo, coltivò l’idea di far ritorno in Molise.

Poi nel 1903 ebbe l’opportunità di un nuovo lavoro, come cameriere, a Columbus, contea di Flanklin, in Ohio. Instancabile lavoratore ed abilissimo nell’intessere rapporti, dopo poco, fu in grado di aprire un proprio ristorante in Naghten steets: il “Capretta Alphonso Saloon”.

Questo suo locale, nel breve, divenne non solo meta degli italo-americani ma della intera comunità. Era lui stesso a curare ogni particolare. Selezionava il personale, sceglieva i cibi e curava la clientela. Al “Capretta Alphonso Saloon” i vari sindaci, che si alternarono a Columbus, furono sempre di casa.

Alla fortuna del ristorante si aggiunse, ben presto, la possibilità di assumere un ruolo prestigioso nella comunità. Divenne Presidente della “Woodmen of the World” (società di beneficenza con scopi altamente filantropici); Presidente della “Fratellanza Italiana di Mutuo Soccorso” con la quale promosse iniziative a sostegno dei connazionali più sfortunati (mense per poveri, asili nido e scuole serali). In più ebbe ruoli di rilievo nelle associazioni “Italian Club, “Dante Club” e “Piave Club”.

Fu consigliere d’amministrazione di varie banche. Ed inoltre fu componente di prestigio della “Loyal Order of Moose” e della “Benevolent and Protective Order of Elks”. Quando c’era da aiutare qualcuno lui c’era sempre. Oltre alle sue attività filantropiche Alfonso Capretta si distinse per l’entusiastica attività nel promuovere, tra i suoi connazionali, gli ideali americani e la devozione patriottica. Questo gli procurò ulteriore rispetto e stima della comunità. Ebbe importanti riconoscimenti anche dal Governo Italiano.

Nel 1894 aveva sposato Mary Lilley che gli diede tre figli: Theodore, Candido e Clara. L’importante rivista “Il Carroccio”, nel 1921, titolò “IlCaprettaè il piùpopolare italianodi Columbus” e, nell’articolo, si leggeva “ attivo organizzatore di associazioni patriottiche a Columbus in Ohio.

Dedito a costituire ora un club politico per stimolare i connazionali a essere più attivi nella vita pubblicadiquella città”. Ad Alfonso Capretta toccò l’onore di presentare il grande Maestro Arturo Toscanini in occasione di un suo concerto a Columbus. La sera Toscanini cenò nel suo ristorante. Alfonso Capretta morì, con ogni probabilità, il 18 marzo del 1942.

A cura di Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”