La storia delle origini di Mario Maglieri il “Re del tramonto”

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mario maglieriL’imperatore del ““rock and roll”, era molisano. Nacque a Sepino, in provincia di Campobasso, nel 1924

SEPINO (CB) – Mario Maglieri nacque, il 7 febbraio del 1924, a Sepino in provincia di Campobasso da Alfonso e Cristina Maglieri. Il padre, Alfonso, era nato a Sepino il 30 luglio del 1891 da Michele e da Maria Cristina Mottillo. La madre, Cristina, era nata a Sepino il 21 giugno del 1893 da Matteo e Filomena Parente.

Alfonso e Cristina, entrambe le loro famiglie erano di origini contadine, si sposarono il 7 febbraio del 1921. La vita a quel tempo a Sepino era dura e così Alfonso decise di rincorrere il “sogno americano”. Nel 1927 sbarcò ad “Ellis Island” dopo aver attraversato l’oceano sul transatlantico “Duilio”. Alfonso fece ogni tipo di lavoro pur di guadagnare il necessario per far giungere la sua famiglia negli Stati Uniti.

Pare che, con un amico, aprì un piccola, ma fortunata, discoteca a Chicago. Così già l’anno successivo, 1928, a sbarcare ad “Ellis Island” dalla nave “Roma” furono sua moglie e i tre figli Rosini, 7 anni, Mario, 4 anni, e Giovanni di pochi mesi. Sarà Mario a realizzare il “sogno americano” di papà Alfonso. Mario diverrà importante ristoratore e uomo d’affari. Mario Maglieri, noto come “Il re del tramonto”, fu proprietario e fondatore di storici club quali il “The Rainbow Bar & Grill” e il “The Whiskey A Go-Go” meta di grandi personaggi e dove vennero eseguiti innumerevoli spettacoli musicali entrati nella storia.

Prima di trasferirsi a Los Angeles nei primi anni ’60, gestì club e ristoranti a Chicago. Insieme Elmer Valentine e al produttore Lou Adler acquistò il ristorante “Villa Nova”. Valentine possedeva già il Whiskey, un locale che Maglieri aveva iniziato a gestire nel 1966. Con Maglieri come manager, il “The Whiskey A Go-Go” divenne un luogo leggendario, ospitando artisti influenti degli anni ’60 come Jimi Hendrix, The Doors, Buffalo Springfield, Frank Zappa e Janis Joplin.

Il “The Rainbow” si è guadagnò la reputazione di luogo di ritrovo per band e musicisti provenienti da fuori città, come i Led Zeppelin, David Bowie, John Lennon, The Rolling Stones e Rudolf Nureyev. I Beatles nel 1964, durante una loro tournée negli Stati Uniti, vollero visitare il “The Whiskey A Go-Go”.

Mario Maglieri amava raccontare di quando cacciò dal suo locale Charles Manson (l’assassino di Sharon Tate) che lo minacciò “Posso farti uccidere”. Coltivò un doloroso rammarico quello di aver avvertito, inutilmente, Jim Morrison, sull’utilizzo delle droghe. Mario amava raccontare: “Morrison era un bravo. Il rimprovero che gli ho dato purtroppo non funzionò”. Mario Maglieri l’uomo che ha posseduto un vero impero del “rock and roll” è morto il 4 maggio 2017 a Los Angeles.

A cura di Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”