Leonardo Frenza, internato nel duro “Petawawa Internment Camp” in Canada, era molisano

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Nacque a Ripabottoni, in provincia di Campobasso, nel 1907

frenzaRIPABOTTONI (CB) – Leonardo Frenza nacque, il 1 agosto 1907, a Ripabottoni in provincia di Campobasso. Sposò Assunta Sauro. Nel 1926 arrivò la piccola Antonia Maria “Ninetta”.

Anni difficili e poco lavoro nel Molise. Così Leonardo, subito dopo la nascita della bambina, decise di emigrare per gli Stati Uniti dove però rimase per poco tempo. Qualche mese dopo, infatti, raggiungere il Canada.

Qui riscoprì il mestiere di calzolaio che aveva appreso a Ripabottoni. Lavorò presso una fabbrica di calzature e successivamente aprì una propria attività. Nel 1932 fu nelle condizioni economiche di far giungere in Canada la moglie e la figlia.

Assunta e “Ninetta” giunsero ad “Ellis Island” sulla nave “Vulcania”. Nel 1934 nacque la seconda figlia Edda. Leonardo intelligente ed intraprendente seppe inserirsi nella numerosa comunità italo-canadese. La famiglia Frenza si stabilì a Montreal. Leonardo, uomo capace di rapportarsi con chiunque, ebbe ruoli nella “The Sons of Italy” (“Figli d’Italia”) e nella “Grand Lodge” di Montreal.

Gli affari andavano bene e la famiglia conquistò, finalmente, agio e serenità. Nel 1940, l’Italia dichiarò guerra al Canada e questo portò ad identificare molti italiani come “ stranieri nemici”. Tra questi Leonardo Frenza al quale venne imputata la responsabilità di una semplice tessera d’iscrizione al “Montreal’s Fascio Giovanni Luparini”. Per questa accusa il 10 giugno 1940, due ufficiali di polizia della Royal Canadian Mounted Police arrestarono Frenza a casa sua.

Gli furono sequestrati tutti i documenti e internato nel campo di prigionia “Petawawa Internment Camp” . Leonardo Frenza rimase in prigionia per ben 22 durissimi mesi. Nello stesso campo fu rinchiuso anche suo cognato Libero Sauro. Durante questo periodo la sua famiglia conobbe grandi difficoltà ed umilianti stenti.

I suoi rischiarono di essere sfrattati di casa. La moglie, Assunta, fu costretta a fare la donna delle pulizie nelle abitazioni dei vicini e, grazie alla benevolenza di un sacerdote, di poter lavorare presso la locale parrocchia. La figlia “Ninetta” ricorda con affetto la generosità della comunità italo-canadese che li aiutò non poco. Poi finalmente Leonardo tornò a casa.

Ma nulla fu più come prima. Lasciò il commercio di calzature e aprì un negozio di abbigliamento maschile. La dura esperienza di “Petawawa Internment Camp” lo aveva, inevitabilmente, cambiato. Il Governo Canadese ha riconosciuto, dopo tanti anni, che in molti furono ingiustamente internati nel “Petawawa Internment Camp”. Leonardo Frenza morì il 10 giugno 1988.

A cura di Geremia Mancini – Presidente onorario “Ambasciatori della fame”